martedì, 1 dicembre 2020
Medinews
13 Giugno 2002

IL DOLORE CRONICO

La prevalenza del dolore
Nonostante i progressi realizzati negli ultimi decenni anche in questo campo della medicina, il dolore viene sottostimato e trascurato: circa il 70% dei pazienti con tumore avanzato soffre di dolore da cancro, ed un’alta percentuale (50-70%) dei pazienti, nei quali il problema è affrontato, non ne ha un soddisfacente controllo in quanto non riceve una terapia sufficiente.
Negli anni più recenti la percentuale di prevalenza del dolore negli ospedali rimane su valori elevati, come documentato dagli ultimi studi realizzati:
– Donovanetal., 1987: 79%
– Abbott et al., 1992: 50-67%
– Visentin et al., 1999: 44%
– Costantini et al., 2000: 43-56%
Poiché si stima che oggi il dolore possa essere controllato efficacemente nel 90% dei casi, ne risulta che una percentuale rilevante di pazienti soffre di un dolore che potrebbe essere evitato.

Recentemente è stata effettuata in Italia un’indagine di prevalenza del dolore che ha coinvolto alcune unità operative di 20 ospedali italiani. Sono risultati eleggibili 4.523 pazienti, con un tasso di risposta al questionario pari all’86,9%. Il 91,2% dei pazienti ospedalizzati riporta qualche forma di sofferenza e il 46% riporta dolore intenso al limite della sopportabilità. A fronte di tale prevalenza, solo il 28,5% dei pazienti aveva ricevuto un trattamento analgesico nelle ultime 24 ore. L’80% dei pazienti con dolore intenso e il 60% dei pazienti con dolore moderato, non avevano ricevuto alcuna forma di trattamento per alleviare la sofferenza.

Le dimensioni socio-psicologiche del dolore
Una serie di fattori psicologici, come le esperienze precedenti del paziente, lo stato emotivo e le sue aspettative possono aumentare e prolungare la percezione del dolore. La depressione mentale è una complicanza frequente del dolore cronico, così come i disturbi somatici. L’esperienza dolorosa può anche essere aggravata dall’impatto psicologico negativo di aver ricevuto una diagnosi di malattia cronica o terminale.
Il livello di dolore provato dal paziente dipende quindi non solo dallo stimolo doloroso, ma anche dall’aspettativa del paziente (basata sull’esperienza precedente) e dal suo stato d’animo.

Il dolore cronico in oncologia
Secondo le ultime ricerche in campo oncologico, il dolore è presente nel 20-30% dei pazienti al momento della diagnosi e nel 70-80% dei pazienti nello stadio terminale.
Il dolore associato al cancro è tipicamente un dolore cronico e costante, la sua intensità è variabile: non è possibile predire quando finirà, peggiora piuttosto che migliorare, è, apparentemente, “senza motivo” e si espande ad occupare tutta l’attenzione del paziente fino ad isolarlo dal mondo esterno. Non è trascurabile il fatto che questo tipo di dolore abbia una duplice natura, coinvolgendo le percezioni neurologiche e la sfera emotiva.

Il trattamento del dolore
Il dolore dovrebbe essere, prima di tutto, misurato con la stessa attenzione riservata alla misurazione degli altri segni vitali. E’ molto importante adeguare il dosaggio dei farmaci all’intensità del dolore e scegliere una formulazione che garantisca una copertura analgesica efficace e costante nel tempo, impostando quindi un trattamento regolare e continuo.
TORNA INDIETRO