mercoledì, 14 aprile 2021
Medinews
13 Giugno 2002

I CARE GIVERS, IL RUOLO DEI VOLONTARI NELL’ASSISTENZA TERMINALE

Perciò il volontario non è, né deve diventare, un tecnico, un professionista dell’accompagnamento; ma allo stesso tempo deve essere formato e preparato nella relazione d’aiuto perché il dilettantismo può nuocere al proprio equilibrio, alla propria serenità e a quella dei malati. E’ per questo che deve essere previsto un programma di sostegno e di aiuto per il volontario, affinché possa svolgere proficuamente la propria attività a favore ed a beneficio della persona sofferente e dei suoi familiari.
L’elemento caratterizzante dell’attività del volontario in Hospice, rispetto ad altre strutture ospedaliere, è proprio quello di far parte di un’équipe che si confronta quotidianamente, in modo aperto, su un obiettivo difficilissimo da raggiungere: migliorare, pur in una situazione difficile e problematica come quella terminale, la qualità della vita del malato e della famiglia che lo assiste.
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