martedì, 16 agosto 2022
Medinews
13 Giugno 2002

COS’E’ L’HOSPICE

Oggi si definiscono Centri residenziali di cure palliative o Hospice, le strutture che fanno parte della rete di assistenza ai malati terminali, per la cura in ricovero temporaneo di malati affetti da malattie progressive ed in fase avanzata, a rapida evoluzione e a prognosi infausta, per i quali ogni terapia finalizzata alla guarigione o alla stabilizzazione della patologia non è più possibile o comunque risulta inappropriata. Il ricovero negli Hospice è destinato per lo più a malati affetti da patologia neoplastica terminale che necessitano di assistenza palliativa e di supporto.

La definizione è quella contenuta nel “Patto di solidarietà per la salute”, inserito nel Piano Sanitario Nazionale 1998 – 2000, che prevede lo stanziamento di 406 miliardi in 3 anni a favore delle Regioni, perché si realizzi almeno un “Hospice” per regione o provincia autonoma e per potenziare l’assistenza domiciliare.

L’Hospice deve essere organizzato in modo da garantire il benessere psicologico e relazionale del malato e dei suoi familiari, il comfort ambientale, la sicurezza nell’utilizzo degli spazi, la tutela della privacy e una facile accessibilità (in caso di dislocazione periferica, è importante che la struttura sia servita dai mezzi pubblici).
La realizzazione di questi progetti rappresenta la ricomposizione di un mosaico di frammenti di cui è composta la medicina ma che ha disperso nel corso dei secoli; in altri termini si tratta di recuperare la dimensione del curare e dell’assistere nel termine etimologico del termine ‘ad-sisto’, cioè ‘sedere accanto’. L’Hospice perde così la sua connotazione negativa legata ad immagini di abbandono, emarginazione e fallimento per riacquisire il suo vero significato legato al concetto di ospitalità: l’Hospice diviene un luogo dove si fa medicina, ricerca, formazione e dove si rivaluta il principio dell’accettazione dei limiti e della non infallibilità della medicina.
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