sabato, 5 dicembre 2020
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13 Giugno 2002

CENTRO PER LE CURE PALLIATIVE E PER LA TERAPIA E LA RICERCA APPLICATA AL DOLORE

PREMESSA

Il progetto trae origine dall’esperienza acquisita dalla Casa di Cura Sacro Cuore nella gestione del “Centro di Accoglienza per le Cure Palliative”, realizzato con la Associazione Volontari Circolo S.Pietro, e dal Programma di Assistenza Domiciliare, svolto dall’Associazione ALT, realizzati su iniziativa e con il sostegno economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma.
Il Progetto si propone di offrire, sempre con il supporto economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, su base solidaristica, un’assistenza articolata e complessiva a quelle persone malate, in stato di terminalità o affette da patologie particolarmente dolorose, che per il sommarsi di situazioni di disagio psicosociale, quali la solitudine e/o la povertà, non trovassero adeguati riferimenti e risposte ai loro problemi.
Il progetto intende rispondere agli obiettivi definiti dal Piano Sanitario Nazionale 1998/2000, alla conseguente legge n°39 del 26/2/1999 ed agli Indirizzi per la Programmazione Sanitaria Regionale del Lazio per il triennio 2002-2004.

1 CONTENUTO E FINALITA’ DEL PROGETTO
Il Progetto consiste nella creazione di un “polo di riferimento” per:
– la terapia del dolore;
– le cure palliative;
– l’assistenza domiciliare
– la ricerca applicata alla cura del dolore;
– la formazione di personale sanitario e parasanitario.
Finalità primarie del progetto sono:
– miglioramento della qualità della vita residua del paziente;
– miglioramento della qualità della morte;
– aiuto ai familiari per l’elaborazione del lutto;
– ricerche sui meccanismi d’azione dei farmaci oppioidi;
– studio dei casi selezionati in cui questi farmaci non riescono a risolvere il problema dolore;
– studio di soluzioni alternative;
– studio di protocolli terapeutici con particolari “devices” infusionali;
– studio dei modelli assistenziali “Assistenza Domiciliare” e “Hospice”, in relazione alla qualità della vita;
– formazione del personale addetto mediante specifici corsi teorici ed addestramento pratico, da svolgersi tanto all’interno della struttura che in altre sedi qualificate.

2 MODALITA’ DI INTERVENTO E CONTENUTI ASSISTENZIALI
La modalità principale di intervento consiste nella presa in carico del malato e della sua famiglia, che si realizzano mediante:
– la valutazione dei bisogni globali della persona;
– l’elaborazione di un percorso assistenziale adeguato alla fase della malattia, comprendente – interventi ambulatoriali;
– semiresidenzialità, con ricoveri diurni;
– assistenza domiciliare;
– residenzialità, con ricovero in hospice;
– l’elaborazione di un programma di cure personalizzato;
– l’approccio multidisciplinare ai bisogni.
2.1 Il Nucleo di Terapia del Dolore
Il dolore è uno dei principali sintomi di malattia che affligge le persone e che, indipendentemente dalle patologie o affezioni di base, spesso diventa cronico ed ha bisogno dell’opera di un gruppo di professionisti sanitari che abbiano rivolto la propria attività all’approfondimento diagnostico ed alla applicazione di tecniche terapeutiche diverse dai trattamenti delle tradizionali branche mediche quali oncologia, fisiatria, neurologia, neurochirurgia, chirurgia vascolare etc.
Le sintomatologie dolorose più comuni riguardano infatti dolore secondario da cancro, dolore del sistema nervoso centrale e periferico, dolore degenerativo osteo articolare e vasculopatie periferiche.
L’approccio di una persona sofferente al Nucleo di Terapia del Dolore avviene in due fasi: la prima, diagnostica, durante la quale oltre alla raccolta dei dati anamnestici ed algologici vengono analizzati il profilo psicologico, le residue capacità funzionali ed i referti di precedenti esami clinici e diagnostici strumentali e vengono eventualmente prescritti ulteriori specifici esami di approfondimento; la seconda terapeutica vera e propria.
La disponibilità di tecnologie miniaturizzate sempre più affidabili offre nuove possibilità terapeutiche tanto per le terapie farmacologiche che per quelle fisiche, che, ad oggi, possono essere suddivise come segue:
1.1 terapie chimiche che prevedono la somministrazione di associazioni di farmaci per differenti vie tradizionali;
1.2 terapie chimiche di farmaci in somministrazione continua tramite infusori
a per via sottocutanea o endovenosa
b per via spinale;
1.3 terapie fisiche strumentali
a di elettrostimolazione transcutanea
b di elettrostimolazione midolllare
1.4 terapie fisiche meccaniche
a massaggi
b manipolazioni vertebrali.
La fase diagnostica si svolgerà in regime ambulatoriale.
L’impianto di infusori per terapie chimiche continue (1.2.b), richiederà invece, dopo la visita diagnostica ambulatoriale, il ricovero del paziente. Per l’impianto di catetere peridurale è previsto il ricovero per tre giorni durante i quali viene effettuato l’impianto, effettuata la prima somministrazione, valutati i risultati antalgici, l’adeguamento della terapia e l’eventuale impianto di pompa esterna. Seguirà un ricovero in ricovero diurno a sette giorni dalla dimissione ed un numero di accessi successivi in ricovero diurno variabile tra 6 e 18 secondo la patologia di base.
Per l’impianto di catetere sub-aracnoideo con sistema di infusione continua, il ricovero sarà invece di 7 giorni. Nei primi tre giorni di ricovero saranno effettuati tre tests farmacologici sub-aracnoidei con valutazione dei risultati antalgici ed in caso di esito positivo il quarto giorno il paziente riceverà l’impianto della pompa con relativa prima programmazione. Nei due o tre giorni di ricovero successivi saranno valutati i risultati antalgici e riprogrammata la pompa in conseguenza. Una settimana dopo la dimissione il paziente sarà nuovamente ricoverato in regime diurno per la rimozione dei punti di sutura, per la valutazione del risultato antalgico e la eventuale riprogrammazione della pompa. La fase successiva prevede un accesso in regime diurno ogni due tre mesi per la valutazione dei risultati antalgici e la ricarica della pompa.
L’impianto di elettrodo per la stimolazione transcutanea (1.3.a) che precede l’impianto di un neurostimolatore midollare (1.3.b), si può svolgere con un ricovero di tre giorni durante i quali vengono svolti gli esami clinici, impiantato chirurgicamente l’elettrodo, stabiliti i primi parametri di stimolazione e definita una prima terapia antalgica. Seguiranno a questo impianto quattro accessi in regime diurno per i controlli clinici, le indicazioni terapeutiche, gli eventuali esami strumentali, la riprogrammazione dei parametri di stimolazione e la valutazione dell’efficacia della metodica: in caso di inefficacia si procederà alla rimozione dell’elettrodo in ambulatorio chirurgico per successiva terapia farmacologica domiciliare; oppure ad un nuovo ricovero
di tre giorni per l’espianto dell’elettrodo e l’impostazione di un trattamento farmacologico in ricovero; oppure il ricovero per quattro giorni per l’espianto dell’elettrodo e l’impostazione di screening diagnostico/terapeutico che conduca a diversa tecnica chirurgico antalgica (1.3).
In caso di provata efficacia si procederà invece al ricovero per tre giorni per l’impianto del neurostimolatore, la definizione della terapia antalgica, la valutazione del risultato e la eventuale riprogrammazione del neurostimolatore e della relativa terapia; a questo ricovero seguiranno, mediamente 4 o 5 accessi in regime diurno per i controlli clinici, le valutazioni algologiche, gli eventuali esami strumentali, la riprogrammazione del neurostimolatore.
Lo svolgimento delle altre terapie, strumentali e meccaniche, (1.4.a;b) avverrà con semplici accessi ambulatoriali di numero variabile, dipendente dalle patologie originarie e dalle condizioni generali del paziente.
2.2 Il Nucleo Assistenza Domiciliare
La valutazione globale dei bisogni del paziente e l’approccio multidisciplinare, dai quali derivano la definizione della fase della malattia e del percorso terapeutico più rispondente alle specifiche esigenze, possono individuare la risposta più idonea ad alleviare lo stato di disagio, di dolore, di assistenza familiare inadeguata, di mancanza di risorse materiali, psicologiche o spirituali sufficienti, in un adeguato programma di assistenza domiciliare, definito dai medici, dagli psicologi, dagli infermieri, dai fisioterapisti e dai volontari.
Il “Centro“ intende pertanto collegarsi in modo funzionale ed articolato con Associazioni che svolgono già, con professionalità e soddisfazione degli assistiti, programmi di assistenza medica, psicologica e paramedica: in particolare sono già da tempo avviati contatti, oltre che con l’Associazione ALT, già richiamata in premessa, con le associazioni Ryder Italia e Gigi Ghirotti, per la formazione di un Consorzio, con propria personalità giuridica, al quale il “Centro e le Associazioni parteciperanno in modo paritetico.
Scopo principale della creazione del Consorzio è quello di utilizzare, al servizio dei bisogni complessivi dei pazienti, in modo razionale ed omogeneo le professionalità già maturate da ciascuno dei suoi componenti, evitando il proliferare di nuove iniziative che, a causa della scarsezza di risorse umane specializzate, lascerebbero spazio alla possibilità di improvvisazione: si tratta quindi di mettere in comune le proprie risorse, umane, materiali ed organizzative, in modo che ciascuno dei soggetti possa dedicare tutte le proprie energie al miglioramento del suo settore di intervento, potendo fidare sulla competenza di ciascuno dei consorziati per dare risposte complessive e tagliate su misura del paziente.
L’assistenza domiciliare rappresenterà una fase del percorso del paziente del quale il “Centro” si è fatto carico, essa potrà essere l’unica, la prima, la fase conseguente agli interventi ambulatoriali od a quelli svolti con ricoveri diurni o brevi, potrà essere l’ultima se le condizioni ambientali e socio-economiche dell’assistito garantiranno il “decoro dell’exitus”.
Come già detto l’assistenza domiciliare potrà avere valenza principalmente sanitaria e/o parasanitaria mediante visite periodiche di medici specialisti e di infermieri professionali per la prescrizione e la somministrazione delle cure; potrà avere valenza anche psicologica, mediante la visita di psicologi e/o medici psicologi; avrà sempre dei contenuti di supporto materiale grazie alla partecipazione del volontariato. Il contributo dell’esperienza di organizzazioni specializzate e già affermate, quali la Ryder Italia, ad esempio, permetterà al Consorzio, mediante le tecnologie da essa realizzate e da tempo utilizzate, di assicurare il monitoraggio virtualmente continuo dei pazienti, mentre la funzionalità diuturna del “Centro” consentirà di rispondere agli appelli nell’intero arco delle 24 ore, tutti i giorni dell’anno.
2.3 Il Nucleo Cure Palliative (hospice)
Il momento conclusivo del percorso di un paziente cronico o anziano è quello del ricovero in Hospice.
Accade sovente che pazienti che sono normalmente seguiti in regime di Assistenza Domiciliare, o in regime di ricovero temporaneo o ricorrente, raggiungano uno stadio di disautonomia tale da richiedere massima intensità nel trattamento del dolore, massima attenzione nel supporto psicologico e grande assiduità nell’aiuto allo svolgimento delle attività quotidiane.
Si tratta di un momento che precede di qualche settimana “l’exitus” e durante il quale i problemi di difficoltà personale, quali il dolore, la solitudine ed eventualmente le difficoltà economiche divengono estremi, degradano gravemente la qualità di vita e rendono insostenibile il peso per le famiglie.
E’ nel Nucleo di Cure Palliative che questo tipo di problemi possono essere affrontati con relativa maggior facilità, poiché, per definizione, viene qui applicata:
– una limitata medicalizzazione tesa al controllo dei sintomi;
– la massima attenzione alle altre esigenze fisiche;
– la massima continuità di supporto psicologico, ed eventualmente di conforto religioso;
– la massima assiduità, da parte di personale volontario qualificato, nell’assistenza ai piccoli bisogni dell’esistenza quotidiana.
2.4 Il Nucleo di Riattivazione Geriatria
Si rivolge a quei pazienti con patologie croniche, evolutive e non, accompagnate spesso da comorbità, con esigenze di terapia di mantenimento e di riattivazione geriatrica, di recupero funzionale, in convalescenza da fase acuta. In particolare a quegli anziani che non possono essere assistiti a domicilio per condizioni socio-ambientali, familiari e sanitarie sfavorevoli, affetti da disabilità fisica e/o psicosensoriale, che hanno bisogno di riattivare le capacità residue, di prevenire periodicamente le recidive invalidanti o di mantenere il recupero acquisito. L’accoglienza è rivolta a persone per le quali la condizione di non autosufficienza o di patologia cronica non sia ancora stabilizzata, per consentire loro una precoce dimissione ospedaliera dopo il trattamento della fase acuta ed evitare sia gli effetti negativi di una degenza prolungata, sia l’utilizzo improprio di strutture destinate agli acuti; o pazienti dimessi da reparti ospedalieri specialistici per il proseguimento di terapia e riabilitazione da effettuarsi comunque sotto il controllo sanitario: patologie cronico degenerative, quali broncopatie, cardiopatie in fase di scompenso lieve-moderato, sindromi dispeptiche, malattie epatiche croniche, malattie degenerative del sistema nervoso centrale, con o senza disturbi del comportamento, neoplasie, ecc.
Nell’approccio del malato al Nucleo di riattivazione è indispensabile un rapporto diretto con il medico di medicina generale e/o con il medico ospedaliero che ha trattato la fase acuta, al fine di facilitarne la conoscenza, anche per la definizione del progetto terapeutico-riabilitativo, assecondando una continuità nei periodi di stabilità del malato, quando questi non fosse in contatto diretto con il nucleo stesso.
Si tratta dunque anche di porre a disposizione dei medici di medicina generale e dei familiari dei malati una struttura che, disponendo di risorse umane specialistiche e dei mezzi strumentali necessari, possa garantire, in modo semplice ed economico, una valutazione multidimensionale, un piano assistenziale adeguato e una assistenza globale, per i quali si incorre in interminabili e disordinate perigrinazioni fra diverse strutture sanitarie o si ricorre a ricoveri impropri in strutture ospedaliere ad alto costo.
Le più comuni patologie croniche degenerative potranno dunque essere periodicamente controllate con appropriati esami da eseguire in regime ambulatoriale o di day hospital, mentre per le fasi di riacutizzazione o di scompenso psicofisico dell’anziano sarà possibile, a seconda dell’intensità del bisogno assistenziale, attivare l’Assistenza Domiciliare, il ricovero breve od il ricovero ricorrente; in alcuni casi con uno scopo propriamente sanitario, in altri casi, determinati dalla necessità di alleviare, almeno per un breve tempo, il carico assistenziale dei familiari con l’obiettivo di dare “respiro” a situazioni di grave disagio (respite beds).
Nel caso di ricovero nel Nucleo è infatti contemplata la possibilità della presenza dei familiari nella struttura, determinante per l’equilibrio psico-relazionale del malato, per la sua capacità di recupero, e per una consapevole educazione dei familiari stessi alla gestione del paziente, così da agevolarne il rientro a domicilio, ogni volta sia possibile.
2.5 Il Centro Diurno
Tra le risposte alle prevedibili esigenze di persone in stato di disagio riguardante le tre sfere, biologica, psicologica e sociale, è necessario anche inserire un tipo di assistenza socio-sanitaria integrata diurna, destinata a quanti, in condizione di non completa autosufficienza, avessero bisogno del supporto di terapie riabilitative semplici o di sostegno, per mantenere vive la propria dignità e creatività, per non cadere nel decadimento psicofisico e nell’isolamento relazionale e sociale.
Quest’ultimo nodo della rete dei percorsi per tale tipologia di pazienti anziani fragili può essere realizzato prevedendo all’interno della struttura spazi di socializzazione nei quali le persone possano individualmente od in gruppo ricevere l’assistenza di psico-terapeuti, di assistenti sociali, di fisioterapisti e di terapisti occupazionali, i quali, con la guida di una figura sanitaria responsabile, possano offrire le proprie prestazioni con l’obiettivo di effettuare una riattivazione globale, piuttosto che curare una specifica sindrome.
Lo spazio, che qui assume una funzione protesica, sarà particolarmente studiato nelle sue divisioni, nelle misure, negli arredi.

3 I CRITERI E LE MODALITA’ DI ACCESSO
Possono accedere al “Centro” pazienti affetti da patologie tumorali e/o da patologie dolorose in fase avanzata e/o terminale.
I pazienti, o le persone che di essi si prendono cura, dovranno far richiesta telefonica di assistenza alla centrale d’ascolto del “Centro”, rispondendo ad un questionario preliminare sulla malattia, sul suo stato di avanzamento, sulle terapie in corso e sulla situazione socio-economica e familiare.
La centrale fisserà un incontro del paziente, o di chi ne ha cura, con un medico responsabile: l’incontro avrà luogo entro le 24 ore successive alla richiesta.
Sulla base del colloquio e della documentazione medica disponibile, il paziente avrà con sé la documentazione relativa ad eventuali precedenti ricoveri ospedalieri e/o una relazione del proprio MMG, il medico responsabile completerà il questionario predisposto dalla centrale d’ascolto, aggiungendovi le proprie valutazioni, tanto di carattere medico che generale.
I dati derivanti dalle risposte al questionario, che è predisposto su supporto informatico, permetteranno l’attribuzione automatica di un punteggio a ciascuna delle risposte ricevute, permettendo di stabilire una graduatoria generale di priorità.
La definizione delle posizioni in graduatoria avviene utilizzando dei parametri derivanti dai seguenti criteri:
– stato di avanzamento della malattia/terminalità;
– valutazione del grado di dolore;
– possibili complicazioni derivanti da patologie correlate e/o concomitanti;
– livello di disponibilità dei familiari all’assistenza;
– grado di solitudine;
– situazione economica;
– tipo di assistenza richiesta/ritenuta necessaria:
– assistenza rinviabile;
– almeno ambulatoriale;
– almeno in ricovero diurno;
– almeno in assistenza domiciliare;
– indispensabilmente in costanza di ricovero;
– durata prevedibile dell’assistenza.
Gli iscritti in graduatoria saranno automaticamente suddivisi nei quattro gruppi di assistenza:
– ambulatoriale;
– semi-residenziale;
– domiciliare;
– in costanza di ricovero.
Una apposita commissione composta dal medico del reparto, dal direttore scientifico, dallo psicologo, dal coordinatore dell’assistenza domiciliare, da un infermiere professionale e da un volontario, valuterà settimanalmente tutte le richieste di assistenza iscritte nella graduatoria, riesaminando caso per caso i questionari e la documentazione clinica disponibile, decidendo, anche in funzione delle disponibilità, l’accettazione dei pazienti per ciascuno dei gruppi di assistenza.

4 I SERVIZI
Sono quegli spazi e quegli equipaggiamenti che consentono ai medici di svolgere l’attività di visita, diagnosi e cura dei singoli pazienti non ricoverati.
Essi comprendono un ambulatorio chirurgico completamente equipaggiato e gli ambulatori specialistici di diagnostica radiologica, ecografica, cardiologica ed endoscopica, nei quali saranno chiamati ad operare, in regime di consulenza, i relativi medici specialisti. Sono compresi nei servizi un completo laboratorio di analisi chimico-cliniche, dotato di specifiche apparecchiature per la ricerca ed una sala per le riunioni scientifiche e di formazione con annessa biblioteca.
I servizi comprendono gli spazi riservati al personale operante nella struttura, quali spogliatoi, bagni dedicati etc., la cucina per l’approntamento dei pasti dei residenti; un magazzino farmaceutico; due camere mortuarie con capacità complessiva per cinque salme, dotate dei servizi a norma di legge, di adeguato sistema di ricambio d’aria e di climatizzazione.
Sono altresì considerati tra i servizi gli spazi interni e la terrazza arredata, situati al IV piano della struttura, per i quali si fa riserva di presentare successivamente congruo progetto di utilizzazione.

5 LA RICERCA APPLICATA AL DOLORE
Il Nucleo di Terapia del dolore, con il supporto del laboratorio di analisi, equipaggiato ad hoc per dosaggi farmacologici di terapie parenterali o infusionali, in particolare di farmaci oppioidi, in pazienti clinicamente non responsivi, e con la consulenza di specialisti, può svolgere ricerca con scopi ben definiti e limitati all’ambito dell’attività clinica. I campi nei quali l’attività clinica della struttura può suggerire dati importanti e di grande impatto scientifico riguardano:
– meccanismo d’azione dei farmaci oppioidi;
– studio dei casi selezionati in cui questi farmaci non riescono a risolvere il problema dolore e studio delle soluzioni alternative;
– studio di alcuni protocolli terapeutici con particolari devices infusionali;
– confronto tra modelli assistenziali (ADI –Hospice per es.) in relazione alla qualità di vita.
Alcuni di questi punti sono di grande interesse anche per l’industria farmaceutica che punta sempre di più su joint-ventures di sperimentazione e ricerca con istituzioni private qualificate, accrescendo con ciò il ruolo per il quale il Progetto si propone (coordinamento culturale e consulenza per altre istituzioni in cui l’area dolore non è particolarmente sviluppata).
Il “Centro” si avvarrà, per la ricerca, delle competenze di medici ricercatori dell’Istituto S.Raffaele degli I.F.O. con il quale sta stipulando un’apposita convenzione.

6 LA FORMAZIONE DEL PERSONALE PARASANITARIO E VOLONTARIO
Il Centro di Accoglienza per le Cure Palliative, operante presso la Sacro Cuore, garantisce, fin dall’inizio della sua attività, la formazione del personale infermieristico e dei volontari addetti. La formazione è assicurata dal Medico responsabile, coordinatore scientifico, e dai medici specialisti addetti al reparto, mediante corsi teorici di base e di aggiornamento e mediante il lavoro sul campo. Con il tempo, ormai da circa tre anni, il Centro di Accoglienza è divenuto sede di tirocinio degli infermieri diplomandi dell’Università “La Sapienza” che svolgono il corso di studi presso l’ospedale S. Camillo di Roma.
Si tratta dunque di continuare l’attività di formazione di base e quella di aggiornamento periodico, rendendola sistematica e disponibile ad un più ampio numero di operatori Professionali da specializzare in questi settori che vedono la domanda crescente in modo esponenziale.

7 L’ORGANIZZAZIONE
Realizzati i necessari adeguamenti strutturali ed ottenute le autorizzazioni sanitarie relative, da parte degli Organi Regionali e Sanitari preposti, l’attività sarà articolata in quattro nuclei principali:
7.1 Ambulatorio di Terapia del Dolore
7.1.1 n° 1 studio per il colloquio e l’accettazione dei pazienti, situato al piano terreno della struttura;
7.1.2 n° 2 studi/ambulatori per visite cliniche, situati al piano terreno delle struttura;
7.1.3 n° 2 ambulatori per la somministrazione delle terapie, situati al piano terreno della struttura;
7.1.4 n° 1 ambulatorio chirurgico, per interventi mini-invasivi, situato al IV piano della struttura;
7.1.5 n° 1 ambulatorio radiografico, situato al piano terreno della struttura;
7.1.6 n° 1 ambulatorio ecografico, situato al piano terreno della struttura;
7.1.7 n° 1 ambulatorio cardiologico, situato al piano semi-interrato della struttura;
7.1.8 n° 1 ambulatorio fisioterapico, situato al piano I della struttura;
7.2 Terapia del Dolore svolta in regime di ricovero diurno
7.2.1 n° 5 stanze singole, tre con servizi interni, equipaggiate con arredamento completo, testaletto, televisione e telefono, per i ricoveri diurni, situate al II piano della struttura;
7.3 Assistenza domiciliare
7.3.1 n° 1 locale da destinarsi a centrale di ascolto e monitoraggio dei pazienti h24, situato al piano semi-interrato della struttura;
7.3.2 n° 1 locale per l’immagazzinamento di presidi;
7.4 Cure Palliative in regime di ricovero
7.4.1 n° 29 stanze singole, delle quali 24 dotate di servizi interni, situate ai piani I; II; III; della struttura, equipaggiate con arredamento completo, testaletto, televisione, telefono, aria condizionata e letto per un accompagnatore, destinate al ricovero di pazienti in cure palliative in costanza di degenza;
7.4.2 n° 2 salette d’incontro, soggiorno e socializzazione, situate al I ed al III piano della struttura;
7.4.3 n° 1 bagno per pazienti disabili;
7.4.4 n° 1 cucina/tisaneria situata in ciascuno dei tre piani di degenza della struttura.

8 IL PERSONALE
8.1 Medici
Il “Centro”, in virtù di apposita convenzione in corso di stipula con l’Istituto S.Raffaele degli I.F.O, è diretto da un Medico responsabile (coordinatore scientifico), specialista dell’Istituto stesso, coadiuvato da 6 medici (medici curanti) che assicurano, mediante turnazione, di 6/12 ore giornaliere, la sua funzionalità. Un medico psicologo, un medico di medicina generale ed un medico geriatra assicurano assistenza al “Centro” per non meno di 3 ore giornaliere ciascuno. Lo staff medico è completato da un medico cardiologo, in reperibilità, e da specialisti consulenti, tanto per la terapia del dolore che per gli ambulatori di diagnostica strumentale, per i quali è previsto l’impiego per complessive 1.410 ore annue. L’assistenza medica complessiva è dunque valutabile in circa 80min/paz/die.
Il personale medico svolge riunioni di aggiornamento mensile con il personale infermieristico, e bi-mensile con il personale volontario.
8.2 Paramedici ed ausiliari
Nel I, II e III piano della struttura, nei quali sono ricoverati i pazienti, sono presenti 1 Caposala, 3 infermieri/e professionali h24 per 365 giorni; 3 infermieri/e professionali h12 per 365 gg, per un’assistenza totale pari ad oltre 220 min/paz/die; 3 ausiliarie socio-sanitarie h24 per 365 giorni, 3 ausiliarie socio-sanitarie h12 per 365 giorni, per un’assistenza totale pari ad oltre 220 min/paz/die; ad essi si aggiungono 1 caposala, responsabile dei ricoveri diurni e dell’ambulatorio di chirurgia ed un infermiere/a professionale per 36h settimanali ciascuno, pari ad un’assistenza totale di 144/min/paz/die.
A questo personale si aggiunge l’assistenza prestata da un fisioterapista della riabilitazione e da un terapista occupazionale per 6h giornaliere ciascuno, per un totale di ulteriori 24 min/paz/die.
L’assistenza agli ambulatori sarà prestata da 1 infermiere/a professionale, da 1 tecnico per gli ambulatori radiologici, da 1 biologo e da 1 tecnico di laboratorio, e da 2 ausiliari/e sociosanitari/e, per complessive 36 ore settimanali ciascuno.
8.3 Volontari
Personale volontario dell’AVC S. Pietro assicurerà inoltre assistenza quotidiana ai pazienti ricoverati, con turnazioni che garantiscano la massima assiduità nelle ore di maggiore attività nel reparto, al fine di facilitare i compiti pratici del personale specializzato, e che consentano una presenza amichevole a quanti non sono assistiti dai propri familiari. La AVC S.Pietro può contare su 26 persone, già adeguatamente formate nel Centro di Accoglienza per le cure palliative, disponibili per 8h settimanali ciascuno, capaci dunque di assicurare ulteriore assistenza di circa 60 min/paz/die.


9 LE PRESTAZIONI EROGATE
Le quantità di prestazioni annue sono stimabili in:
– giorni annui di attività ambulatoriale (52 sett. x 5 gg.) 260
– n° totale max di persone afferenti per giorno di attività ambulatoriale 8
– delle quali in regime ambulatoriale max per giorno 8
– delle quali in ricovero diurno max per giorno 5
– delle quali per chirurgia ambulatoriale max per settimana 4
– n° totale pazienti assistiti nell’anno (8 paz.x 260gg.) 2.080
– n° totale giornate disponibili di degenza in cure palliative (30 letti x 365gg.) 10.950
– durata media della degenza in cure palliative gg. 21
– tasso medio di occupazione dei letti/giorno disponibili 90%
– n° totale pazienti assistiti in ricovero nell’anno (10.950 x 90% : 21gg.) 470

10 MODALITA’ DI GESTIONE
Così come già si è fatto per il Centro di Accoglienza per le Cura Palliative, la società GE.CLI. SpA, gerente della Casa di cura, continuerà ad assicurare la gestione, mantenendo/ottenendo la titolarità delle autorizzazioni sanitarie e dell’accreditamento con il SSR, che almeno nel primo triennio sarà esclusivamente di tipo funzionale, essendo tutte le risorse economiche provvedute dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, attraverso l’AVC S.Pietro. Il totale finanziamento dell’iniziativa da parte della Fondazione permetterà l’erogazione di tutta l’assistenza, descritta sopra, a titolo completamente gratuito per i pazienti/utenti.
La Ge.Cli.SpA manterrà inoltre le responsabilità relative alle forniture di tutti i materiali, sanitari e non, così come delle forniture di tutti i servizi accessori quali la cucina, la biancheria, le manutenzioni, lo smaltimento dei rifiuti etc.
Ad essa incomberanno tutti i compiti amministrativi: i rapporti con il personale, medico, paramedico ed amministrativo; la Direzione generale ed amministrativa; la Direzione sanitaria; la rappresentanza legale della persona giuridica esercente l’attività.
Così come avviene per il Centro di Accoglienza per le Cura Palliative, l’Associazione Volontari del Circolo S. Pietro potrà assicurare, tramite la sua Presidenza e la presenza dei Volontari nella struttura, la rispondenza della gestione effettiva con gli obbiettivi etici e materiali definiti. Essa proporrà gli adeguamenti e le modifiche che l’esperienza indicasse necessari o semplicemente più opportuni per il raggiungimento della finalità di assistenza solidale che sostanzia il Progetto.
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