giovedì, 3 dicembre 2020
Medinews
22 Ottobre 2002

LE CAUSE DELL’ARTROSI

Il liquido sinoviale non è stagnante ma in continuo scorrimento dentro l’articolazione: a seconda dei movimenti e dei “carichi” che tutta la struttura deve sopportare, viene assorbito o rilasciato dalle cartilagini e dalle membrane presenti, che funzionano come delle spugne a volte “strizzate”, a volte lasciate andare. I capi ossei, con le loro cartilagini, sono ricchissimi di vasi sanguigni che portano “nutrimento” (soprattutto ossigeno) e sono in continuo “rimaneggiamento”; è presente dunque un incessante lavoro, da parte di due gruppi differenti di cellule, di costruzione, distruzione, ricostruzione (e così via) di tessuto osseo tantoché nell’arco della vita di un uomo lo scheletro viene interamente rinnovato 7-8 volte. La funzione delle articolazioni è di rendere possibili i numerosi movimenti del corpo e di ammortizzare in molte situazioni il suo peso. Il movimento stimola le parti articolari a mantenersi vitali. L’assenza di movimento porta via via alla regressione delle articolazioni.

Queste ultime considerazioni sono molto importanti per comprendere meglio i meccanismi che causano l’artrosi. Con questo termine si intende una sofferenza articolare, di tipo evolutivo (cioè con peggioramento nel tempo). La sofferenza è caratterizzata inizialmente da un’usura delle cartilagini delle articolazioni a cui consegue una modificazione di tutte le strutture che le compongono (tessuto osseo, capsula, muscoli). L’usura delle parti cartilaginee causa uno stato infiammatorio e via via un assottigliamento dello spazio tra un capo osseo e l’altro. Provoca anche l’ispessimento della capsula articolare che diventa sempre più rigida, l’alterazione del delicato equilibrio tra cellule che costruiscono e distruggono (tanto che la cartilagine può “ossificarsi” e i capi ossei invece “rarefarsi”) ed infine provoca la contrazione dei muscoli inseriti intorno all’apparato. L’esito finale del processo artrosico, dopo molti anni, è il blocco totale dell’articolazione interessata con perdita della sua funzionalità.
In una o più articolazioni si instaura un processo artrosico quando su di esse si verifica, per fattori generali o locali, uno squilibrio tra la capacità di resistenza delle cartilagini e le sollecitazioni funzionali date dai movimenti e dal peso corporeo.

Al momento i medici sono orientati a pensare che siano numerosi i fattori che predispongono alla malattia o che la attivano.

Fattori generali. Innanzitutto l’età. Inevitabilmente l’invecchiamento colpisce anche le strutture articolari: le cartilagini, così il liquido sinoviale, divengono sempre meno capaci di sopportare i “carichi” e di rinnovarsi. D’altro canto è pur vero che non tutte le persone anziane soffrono di artrosi e che si verificano sempre più numerosi i casi di giovani, soprattutto tra le donne, che ne sono colpiti. Ereditarietà. Non è stato dimostrato che l’artrosi sia ereditaria, anche se è ben documentato invece che c’è predisposizione a questa malattia se si hanno la madre o il padre che ne soffrono. Obesità. Il sovrappeso, in particolare quando diviene obesità, è sicuramente uno dei fattori di rischio più incisivi nell’artrosi, soprattutto in quella delle ginocchia, delle anche e della parte lombare della colonna vertebrale. Peraltro in molte persone obese si riscontra un aumento della quantità di zuccheri nel sangue (glicemia) e di colesterolo e queste due sostanze sembrano favorire l’insorgere della malattia. Squilibri ormonali. Alcune alterazioni ormonali favoriscono l’insorgenza dell’artrosi. La carenza di estrogeni, in particolare, ha mostrato una spiccata azione che favorisce la malattia, che proprio per questo, può colpire le donne in menopausa. Ambiente. L’artrosi può essere considerata una malattia professionale in alcuni tipi di lavoro: chi utilizza il martello pneumatico (artrosi alle mani, gomiti, spalle); chi guida i camion (artrosi lombare); chi lavora per lungo tempo con il computer (artrosi cervicale-dorsale). In generale ogni attività lavorativa può predisporre all’artrosi quando si permane in posture (posizioni del corpo) “fisse”.

Oltre alla degenerazione naturale delle articolazioni dovuta all’invecchiamento, al sovraccarico provocato dall’obesità e da alcuni lavori che impegnano particolarmente le articolazioni, all’origine dell’artrosi ci possono essere :
· Alcune malattie endocrine e metaboliche, come il diabete, che possono causare alcune alterazioni nella struttura stessa dell’osso e della cartilagine.
· Traumi e le fratture, che se non vengono compensati nel modo giusto, possono originare alterazioni a carico della struttura ossea e quindi rappresentare la causa scatenante dell’artrosi. In questo modo le cartilagini, sovraccaricate, divengono meno adatte a sopportare gli stress meccanici dei movimenti e del peso corporeo.
· La formazione di cristalli all’interno delle cartilagini, risultato dell’aggregazione di alcune sostanze come il pirofosfato di calcio o l’acido urico che, se presenti in quantità eccessive nell’organismo, si depositano a livello articolare. La presenza di questi cristalli irrita le strutture nervose e quelle articolari, facilitando l’instaurarsi dell’artrosi. Inoltre questi depositi promuovono la liberazione di particolari enzimi che alterano la struttura della cartilagine, rendendola meno resistente a reggere gli sforzi.
· Fattori genetici: ultimamente è stato scoperto una particolare forma di ereditarietà dell’artrosi, per la quale la struttura chimica del collagene risulta alterata.
TORNA INDIETRO