martedì, 16 agosto 2022
Medinews
13 Dicembre 2002

GLI STUDI SULLA QUALITA’ DI VITA DELLA PERSONA MALATA DI TUMORE

Di questi 89 studi solo 13 (il 14.6%) avevano la qualità di vita come obiettivo primario. Di questi 13, dieci utilizzavano una metodica validata internazionalmente per la misurazione della qualità di vita e 6 avevano arruolato più di 150 pazienti.
La qualità di questi studi – eseguita considerando una serie di parametri quali aderenza al trattamento, analisi dei pazienti fuoriusciti e persi dallo studio, calcolo del numero dei pazienti necessari allo studio definito a priori, efficacia della randomizzazione, potenza dello studio – raggiungeva un punteggio medio di 75%, correlato all’anno di pubblicazione, al tipo di rivista in cui lo studio era pubblicato, alle pubblicazioni degli autori.
Secondo gli esperti il messaggio che deriva da questa indagine è che nonostante sia universalmente riconosciuto che la qualità di vita è un obiettivo (endpoint) importante, solo pochi studi controllati negli ultimi venti anni hanno valutato la qualità di vita e solo 13 di questi l’hanno considerato come end point primario; molti studi, inoltre, non utilizzavano metodologie appropriate. Le ragioni di ciò sono molteplici e stanno a significare che su questo settore c’è ancora molto da lavorare; in particolare c’è la necessità di sensibilizzare il mondo oncologico su questo argomento. Questo è uno degli obiettivi principali del convegno di Napoli: la qualità di vita del paziente oncologico è e deve essere uno degli obiettivi principali del trattamento dei tumori, particolarmente in pazienti a cattiva prognosi e con una breve aspettativa di vita. Il trattamento deve mirare a prolungare la sopravvivenza ma soprattutto a migliorare la qualità della vita mediante la palliazione dei sintomi. E’ importante anche che il trattamento non induca una tale tossicità da compromettere la qualità della vita del paziente più del tumore stesso.
La qualità di vita può quindi essere un parametro importante anche in studi clinici che confrontano trattamenti diversi. A questo scopo negli ultimi anni è stata sviluppata una metodologia dedicata con utilizzo di questionari specifici.
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