giovedì, 3 dicembre 2020
Medinews
13 Dicembre 2002

DOLORE CRONICO E QUALITA’ DI VITA NELLA PERSONA MALATA DI TUMORE

Secondo le ultime ricerche in campo oncologico, il dolore è presente nel 20-30% dei pazienti al momento della diagnosi e nel 70-80% dei pazienti nello stadio terminale.
Il dolore associato al cancro è tipicamente un dolore cronico e costante, la sua intensità è variabile: non è possibile predire quando finirà, peggiora piuttosto che migliorare, è, apparentemente, “senza motivo” e si espande ad occupare tutta l’attenzione del paziente fino ad isolarlo dal mondo esterno. Non è trascurabile il fatto che questo tipo di dolore abbia una duplice natura, coinvolgendo le percezioni neurologiche e la sfera emotiva.
Il dolore dovrebbe essere, prima di tutto, misurato con la stessa attenzione riservata alla misurazione degli altri segni vitali. E’ molto importante adeguare il dosaggio dei farmaci all’intensità del dolore e scegliere una formulazione che garantisca una copertura analgesica efficace e costante nel tempo, impostando quindi un trattamento regolare e continuo che assicuri la migliore qualità di vita possibile al malato di cancro.

I farmaci per il dolore da cancro e il loro percorso legislativo
Secondo l’OMS gli oppioidi analgesici sono i farmaci più indicati per il trattamento del dolore da cancro di intensità lieve-moderata e moderata-severa. La morfina, che rappresenta l’oppioide di prima scelta nel trattamento del dolore moderato-severo da cancro, ha una durata di azione rela-tivamente breve. In rela-zione ai fattori legati all’invecchiamento la dose di morfina somministrata nell’anziano dovrebbe essere ridotta rispetto al gio-vane. I pazienti anziani manifestano infatti una sen-sibilità accentuata agli oppiacei rispetto ai giovani-adulti.
Fino al 2000 la normativa sugli stupefacenti era regolata dal DPR 309/90.
In seguito alla campagna di sensibilizzazione al problema dolore portata avanti in primo luogo dall’allora Ministro della Sanità, Umberto Veronesi, l’8 febbraio 2001 è stata approvata una nuova legge, la n.12, “Norme per agevolare l’impiego dei farmaci analgesici oppiacei nella terapia del dolore”, che prevede numerose modifiche per semplificare le modalità prescrittive, di approvvigionamento, detenzione, trasporto e consegna di sostanze sottoposte a controllo. La nuova normativa include la depenalizzazione dei reati a carico dei farmacisti. Per quanto riguarda il personale che opera nei distretti sanitari di base o nei servizi territoriali o negli ospedali pubblici e gli infermieri professionali che effettuano servizio domiciliare, questi sono autorizzati a trasportare e a consegnare ai pazienti le quantità terapeutiche di farmaci oppioidi, accompagnate da certificazione medica che ne prescrive la posologia e l’utilizzo a domicilio di pazienti affetti da dolore severo in corso di patologia neoplastica o degenerativa.
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