Medinews
28 Giugno 2002

SINTESI DELL’ INTERVENTO DEL DOTTOR RODOLFO MANGIA

Tutto questo contribuisce a far sì che io veda quotidianamente vite distrutte ( dei pazienti, dei loro figli, dei genitori) dopo anni di psicoterapie, milioni spesi da maghi, omeopati, e fiori di Bach e Naturopatia e Aromaterapia…
Rabbia perché dopo 20-30 giorni di adeguata terapia farmacologica vedo star bene persone che per non essersi curate prima hanno sofferto e fatto soffrire per anni, alcuni hanno visto distruggersi il loro matrimonio, altri hanno perso il lavoro, ragazzi hanno abbandonato la scuola , tutti hanno perso la stima di se stessi.
La depressione può colpire chiunque, una donna su quattro e un uomo su sei incorre, almeno una volta nella vita, in un episodio depressivo. La depressione ha indubbiamente una base genetica. Un forte stress in una persona non predisposta, infatti, difficilmente comporta l’insorgere della malattia, mentre un evento stressante anche lieve in una persona predisposta può scatenare un episodio depressivo. Oggi di depressione si parla moltissimo, ma è l’effetto provocato dall’eco giornalistica di fatti di cronaca, peraltro non sempre correttamente interpretati.
Le persone depresse sono persone qualunque, come tutti noi, ma molte si vergognano della loro condizione o, peggio, neppure si rendono conto di avere questa malattia. In modo più o meno subdolo, chi è colpito da depressione comincia a diventare lento, a perdere energia e interesse per la vita. Talvolta è sollecitato a ‘reagire’ dai familiari prima con le buone, poi con accenti di colpevolizzazione. Ma senza una adeguata terapia farmacologica il problema non può essere risolto. Secondo tutte le stime, oggi solo un terzo dei casi di depressione viene diagnosticato. Di questo, solo meno della metà viene curato con terapie e farmaci adeguati. Così i nove decimi dei depressi rimangono in balia della malattia: sono padri e madri di famiglia, giovani di 25 anni o ragazzi di 16 – 17 anni che abbandonano la scuola e si chiudono in se stessi. Ogni tanto qualcuno si suicida.
La depressione, se non viene curata con medicinali adeguati, si risolve anche spontaneamente dopo mesi o anni di sofferenza, ma spesso si ripresenta, qualche volta cronicizzandosi. Per questo va affrontata efficacemente e al più presto: è una malattia grave ma nello stesso tempo banale perché può essere curata e soprattutto può essere tenuta sotto controllo con il farmaco giusto. Ma il servizio pubblico si interessa molto poco dei depressi e delle loro famiglie.
Un disturbo in costante aumento è invece l’ansia. La società in cui viviamo non può essere definita depressogena, ma sicuramente ansiogena a causa dei ritmi di vita frenetici, della competitività, dello stress. Sono sempre più frequenti i casi di giovani e giovanissimi che si rivolgono al pronto soccorso in preda ad attacchi di panico e vengono sottoposti a ogni tipo di esame che poi esclude qualsiasi disturbo organico. Alla fine, la risposta è sempre la stessa, ansia e panico sono alla base di queste crisi. Ne vediamo ogni giorno.
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