martedì, 24 novembre 2020
Medinews
28 Giugno 2002

PAROXETINA: NON SOLO ANTIDEPRESSIVO

Come per gli altri SSRI, esiste un considerevole insieme di dati che dimostrano l’efficacia della paroxetina nel trattamento in acuto e a lungo termine della depressione maggiore e sono disponibili anche alcuni studi di confronto fra la paroxetina e gli altri SSRI. In linea generale, queste ricerche hanno dimostrato un’efficacia equivalente della paroxetina rispetto agli altri farmaci della sua classe, anche se in un caso è stata riportata una maggiore rapidità d’azione della paroxetina rispetto alla fluoxetina. I due farmaci dimostrarono profili d’efficacia e un andamento temporale della risposta, del tutto simile, sia per quanto riguarda la sintomatologia depressiva, (75% di responders per la paroxetina contro 78%), che la componente ansiosa (71% contro 70%). A disconferma di questo rilievo, tuttavia, una metanalisi successiva degli studi di confronto paroxetina contro fluoxetina indica che l’esordio dell’effetto antidepressivo della fluoxetina, valutato alla terza settimana, può effettivamente essere ritardato rispetto alla paroxetina. Nel confronto con altri SSRI ci sono meno studi.Alcuni ricercatori hanno valutato l’efficacia a lungo termine della terapia con paroxetina nel prevenire le ricorrenze e stabilizzare la risposta terapeutica. I dati disponibili indicano che la paroxatina è efficace nel trattamento a lungo termine della depressione maggiore. Nel complesso, le evidenze disponibili in letteratura indicano che la paroxatina è un farmaco di provata efficacia nel trattamento in acuto e a lungo termine della depressione maggiore, e dell’eventuale sintomatologia ansiosa associata, sia rispetto a placebo, che in confronto con altri antidepressivi tradizionali e della sua stessa classe. Rispetto agli altri farmaci, esistono alcune evidenze che la paroxetina possa avere una latenza di effetto leggermente minore sulla sintomatologia depressiva e sulla componente ansiosa associata in confronto ad alcuni triciclici (amitriptilina, imipramina) e alla fluoxetina. Per quanto riguarda il dosaggio efficace nella terapia antidepressiva con paroxetina, i dati dei trial clinici hanno evidenziato che 10 mg/die di paroxetina produrrebbero effetti antidepressivi assimilabili a quelli del placebo, mentre dose di 20 mg/die rappresenterebbero la dose minima efficace. Dosaggi fissi di 30 –40- 50 mg/die possono inoltre determinare in alcuni pazienti un miglioramento ulteriore della sintomatologia depressiva (Jenner 1992). Secondo i risultati di uno studio recente, infatti, un dosaggio medio alto di paroxetina può avere una maggiore efficacia nel prevenire le ricadute. In un gruppo di soggetti unipolari, ad elevata ricorrenza, seguiti per 28 mesi in terapia di mantenimento con paroxetina, il dosaggio di 40mg/die aveva una maggiore efficacia preventiva sulle ricadute, rispetto a quello di 20 mg/die (percentuale di ricadute 24,5 contro 51,5) (Franchini e coll. 1998).
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