giovedì, 25 febbraio 2021
Medinews
28 Giugno 2002

GLI INDICATORI DI ANSIA

-“Quel lavoro è stato creato proprio per persone con le mie capacità. Dovrei fare il colloquio di assunzione. Ma potrei bloccarmi e rendermi ridicolo. Non posso sopportare di fare una brutta figura durante il colloquio. Ciò sarà spaventoso ed umiliante”.

-“Ogni volta che lascio la casa, il mio cuore accelera. Sono sicuro che avrò un attacco cardiaco. Esattamente come mio padre che è morto di infarto”.

Questi sono solo alcuni esempi di pensieri e sentimenti che opprimono le persone che soffrono di ansia e di attacchi di panico. Dal momento che sia l’ansia che il panico sono l’accentuazione della sensazione di paura, essi indicano il timore di pericolo o minaccia al proprio benessere. Questo senso di minaccia si esprime con molte sensazioni fisiche – il “linguaggio corporeo” dell’ansia – che possono diventare a loro volta motivo di preoccupazione:

· respiro rapido,
· palpitazioni,
· vertigini,
· nausea,
· cefalea,
· sudorazione,
· bocca secca,
· nodo alla gola,
· dolori muscolari,
· oppressione toracica o gastrica,
· sensazioni di sbandamento,
· confusione,
· vampate di calore o brividi di freddo,
· affanno.

Quando lo stato d’ansia è prolungato, questi sintomi possono sembrare una malattia o un handicap. Una delle cose più importanti da memorizzare per una persona gravemente ansiosa è che le sensazioni che sta provando non sono pericolose.
Il polso che corre o il cuore che batte, le vertigini o la nausea, il desiderio di gridare o piangere o battere sul tavolo: nessuna di queste reazioni fisiche o emotive indica che la persona è pericolosamente malata o sta per diventare pazza.
Sono soltanto sensazioni spiacevoli e fastidiose. Ma possono essere tollerate fino a che andranno via. E andranno via.
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