sabato, 28 novembre 2020
Medinews
28 Giugno 2002

DEPRESSIONE, 15 MILIONI GLI ITALIANI COLPITI MA SOLO UNO SU 10 RICEVE LA TERAPIA CORRETTA

Gli psichiatri: “Troppe persone non si rivolgono al medico e rimangono
ostaggio di una malattia che può essere tranquillamente curata”

“La depressione – sottolinea il dott. Rodolfo Mangia, psichiatra responsabile del centro per la depressione e disturbi dell’umore di Grosseto – ha indubbiamente una base genetica. Un forte stress in una persona non predisposta, infatti, difficilmente comporta l’insorgere della malattia, mentre un evento stressante anche lieve può scatenare un episodio depressivo in chi è predisposto. Ma questo non basta a puntare il dito contro questo disturbo dell’umore, in questi giorni ‘sotto accusa’ in diversi fatti di cronaca”.
“Il depresso non fa male a nessuno – aggiunge Mangia – in alcuni casi, fortunatamente rari, arriva al suicidio, ma non è mai aggressivo verso gli altri e tanto meno verso i propri cari nei confronti dei quali, al limite, sente un profondo senso di colpa. Le mamme che assassinano i figli e i responsabili di stragi familiari sono affetti da psicosi, non da depressione. Non è giusto né corretto, quindi, dare la colpa solo alla depressione – conclude Mangia – perché getta nel panico migliaia di italiani colpiti dal disturbo che si rivolgono agli psichiatri chiedendo rassicurazioni.” Non criminalizzare la malattia, dunque, ma affrontarla e curarla nel modo più efficace per evitare la cronicizzazione e enormi sofferenze personali, causate da quello che una volta veniva chiamato “esaurimento nervoso”.
Non solo psicoterapia – sostengono gli esperti – ma anche e soprattutto farmaci somministrati per tempi lunghi e a dosi equilibrate. E’ questa l’arma per combattere una malattia grave ma banale allo stesso tempo: grave perchè invalidante, capace di far perdere la voglia di vivere, ma banale perché facile da tenere sotto controllo e da guarire con i medicinali giusti. “I farmaci disponibili da dieci anni a questa parte – spiega il professor Paolo Girardi – ci danno la possibilità di trattare con successo tantissimi pazienti, opportunità che prima non avevamo. Nell’armamentario terapeutico, infatti, abbiamo farmaci estremamente maneggevoli, con un rapporto rischi/benefici tutto spostato a favore di questi ultimi”. La terapia farmacologica, ben condotta presenta oggi una elevata efficacia. “L’attuale organizzazione dei Centri Salute Mentale in Italia – sottolinea il dr. Ferdinando Pellegrino, psichiatra e giornalista – distribuiti in modo capillare, consente ad ogni cittadino di avere a disposizione specialisti che possono mettere a disposizione la propria competenza professionale. E’ fondamentale la collaborazione con il medico di medicina generale che a sua volta può operare in stretto contatto con i Centri di Salute Mentale.” Ma anche il mondo dell’informazione può e deve fare la sua parte.

“Il ruolo dei media è diventato di fondamentale importanza – continua Pellegrino – in quanto possono contribuire al superamento dei pregiudizi rispetto alla comune nozione di malattia mentale e favorire l’approccio medico al disagio psichico. Il comune obiettivo da seguire, da parte delle Società Scientifiche e dei giornalisti, è quello di migliorare la qualità dell’informazione sempre più vicina alla medicina basata sulle evidenze. “
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