sabato, 5 dicembre 2020
Medinews
28 Giugno 2002

CHE COS’È LA PAROXETINA

In confronto ai farmaci della stessa categoria, si caratterizza sotto il profilo farmacologico per la maggiore potenza e selettività d’azione rispetto al meccanismo chiave della attività antidepressiva, cioè la ricaptazione – re-uptake – della serotonina nello spazio sinaptico interneuronale.
La disponibilità di questa classe di molecole ha rappresentato un grande passo avanti nella moderna terapia della depressione rispetto ai vecchi antidepressivi triciclici, gravati da un profilo di tollerabilità non soddisfacente. A differenza dei triciclici, la cui azione antidepressiva venne scoperta casualmente, gli SSRI sono stati sviluppati deliberatamente, in base all’ipotesi che l’inibizione selettiva della ricaptazione della serotonina, già evidenziata come parte integrante dell’azione farmacologia dei triciclici, fosse necessaria e sufficiente per garantire un effetto antidepressivo. Oggi le azioni terapeutiche degli SSRI sono messe in relazione alla loro capacità di inibire la ricaptazione del neurotrasmettitore serotonina a livello delle sinapsi del sistema nervoso centrale, o più verosimilmente, alle modificazioni funzionali a lungo termine del complesso recettoriale pre- e post-simpatico e dell’attività di trasmissione di tutto il sistema serotoninergico.
Numerosi sono gli studi finora condotti sull’impiego di questo farmaco. Nel 1998 sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista JAMA i risultati di una ricerca multicentrica condotta da Murray B. Stein e coll., dell’Università di California a San Diego. I ricercatori hanno valutato l’efficacia del trattamento con paroxetina versus placebo in 187 pazienti di entrambi i sessi affetti da fobie sociali, distribuiti in 13 centri statunitensi e un centro canadese. Dopo 12 settimane di terapia il 55% dei pazienti trattati con paroxetina aveva registrato un miglioramento netto o discreto della sintomatologia ansiosa, contro il 24% dei pazienti che avevano assunto placebo.
Questa valutazione è stata effettuata in base alla Clinical Global Impression Global Improvement Scale. Un’ulteriore valutazione in base alla scala specifica per questa patologia, la Liebowitz Social Anxiety Scale, ha confermato che i pazienti trattati con paroxetina riuscivano ad ottenere un miglioramento del punteggio rispetto a quelli che avevano assunto il placebo. Gli SSRI sono quindi risultati efficaci in numerosi quadri depressivi e ansiosi, con un’azione terapeutica sostanzialmente analoga a quella degli antidepressivi triciclici. Rispetto ai quali, però, gli SSRI presentano un margine di sicurezza d’impiego migliore, con un indice di letalità molto basso ed un profilo di effetti collaterali più favorevole.
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