martedì, 24 novembre 2020
Medinews
24 Settembre 2002

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. ROBERTO LABIANCA

Ognuno di noi porta scritto nel suo codice genetico tutte le informazioni dalle quali è possibile predire quale sarà la risposta al trattamento e quale sarà anche la tossicità della terapia. Quindi siamo sulla strada di riuscire a decifrare queste informazioni con dei test che nel giro di 2-3 anni saranno disponibili su larga scala ed applicabili alla stragrande maggioranza dei pazienti. Un esempio è che tradizionalmente il dosaggio dei farmaci viene calcolato in base alla superficie corporea, ma a parità di dosaggio la tossicità in un paziente è completamente diversa dall’altro. Molti studi indagano la possibilità che per molte classi di farmaci non si può più calcolare il dosaggio in base alla superficie corporea ma in base al profilo genetico.

Questa nuova metodica affina l’arma più potente che oggi abbiamo a disposizione, e cioè la chemioterapia, che ha consentito in pochi anni di arrivare al 45% di guarigioni. La ricerca oncologica a breve termine punta a rendere questa terapia ‘sicura’ e per quanto possibile ‘povera’ di effetti collaterali. “La cosiddetta ‘chemio’, fino ad oggi sinonimo di male, minore ma necessario, cambia accezione: si può già fare, e lo sarà sempre di più nell’immediato futuro, un trattamento ritagliato sulla tollerabilità individuale, in modo che gli effetti collaterali più pesanti (nausea, vomito, etc.) siano solo un ricordo del passato.
Se quindi i progressi della ricerca ci portano avanzamenti significativi non c’è dubbio che ancora oggi la vera arma vincente sia rappresentata dalla prevenzione. Tutti noi dobbiamo imparare ad adottare stili di vita adeguati, innanzitutto appoggiando la civilissima lotta contro il tabacco che il ministro Sirchia porta avanti con il coraggio e la determinazione che gli sono propri. Una percentuale elevatissima di tumori polmonari è da imputarsi alla sigaretta, che provoca danni oltre che sull’apparato respiratorio, su quelli cardiovascolare e digerente. L’alimentazione è la seconda abitudine da tener d’occhio: studi epidemiologici dimostrano come sia importante assumere pochi grassi di origine animale per ridurre il rischio di tumore. E’ poi da sostenere la campagna informativa rivolta alle donne, per la programmazione di uno screening che partendo dall’abitudine dell’autoesame arrivi in tempo alla visita oncologica.
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