domenica, 14 agosto 2022
Medinews
4 Dicembre 2002

IL DISPOSITIVO: COS’E’, COME FUNZIONA

Cuore più forte. I sondini che vanno al cuore inviano contemporaneamente un impulso elettrico alla parte destra e sinistra del muscolo, sincronizzandone la contrazione. Ne deriva un beneficio immediato dopo l’accensione dell’apparecchio: il cuore si contrae meglio e riesce a pompare piu’ sangue agli organi vitali, il paziente si sente meglio e riesce a svolgere una maggiore attività fisica.
Apparecchio salvavita. L’apparecchio dotato di defibrillatore è in grado di monitorare l’attività cardiaca come un normale pace-maker, ma ha in piu’ la capacità di accorgersi immediatamente se si verifica un blackout negli impulsi elettrici del cuore, cioe’ un’aritmia letale. In questo caso, l’apparecchio e’ in grado di risolvere la situazione erogando automaticamente un impulso elettrico molto forte (shock), esattamente come si vede fare in pazienti svenuti e rianimati col defibrillatore esterno. Questo shock azzera l’elettricità cardiaca e consente al pacemaker di prendere il comando della situazione, facendo ripartire il battito cardiaco. Importante ricordare che l’aritmia e l’azione del dispositivo vengono registrate nella memoria del defibrillatore: il medico puo’ così stabilire i provvedimenti piu’ appropriati a ciascun paziente.
Controindicazioni e complicanze.
La principale controindicazione e’ la presenza di malattie concomitanti che si associno ad un’aspettativa di vita inferiore a 6 mesi o patologie psichiatriche che possano essere aggravate dall’intervento. Le complicanze dell’intervento, modestissime, sono le stesse di un normale impianto di pace-maker, una procedura eseguita in cardiologia da oltre 20 anni.
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