venerdì, 26 febbraio 2021
Medinews
4 Dicembre 2002

I NUMERI DELLO SCOMPENSO

I costi
I costi della terapia dello scompenso cardiaco superano quelli di qualunque altra patologia dell’anziano. Recenti stime economiche indicano infatti che, in Europa e negli Stati Uniti, la patologia è responsabile dell’ 1-2% delle spese sanitarie totali.
Un aspetto particolarmente negativo, sia per il paziente sia per i costi a carico della società, è l’elevata frequenza di ospedalizzazione e riospedalizzazione. In Italia un paziente su quattro fra quelli visitati una prima volta negli ambulatori dedicati allo scompenso delle varie divisioni di Cardiologia viene ospedalizzato o riospedalizzato entro un anno. Questa cifra sale al 40% se si considerano i pazienti che hanno uno scompenso medio–grave.

La prognosi
La sopravvivenza a 5 anni dei pazienti con scompenso cardiaco è solo del 50%, un dato addirittura peggiore rispetto alla sopravvivenza totale dei pazienti con tumore. La sopravvivenza media è di 1.7 anni nei maschi e di 3.2 anni nelle donne.
Nonostante i progressi nella terapia, la prognosi rimane infausta, poichè la malattia tende a peggiorare, la forza e la coordinazione del cuore declinano progressivamente e si instaurano disturbi del battito cardiaco che possono essere fatali. In media, il 50% dei pazienti muore di morte improvvisa, dovuta a fibrillazione ventricolare o arresto cardiaco, condizioni che portano ad una completa perdita della contrazione cardiaca. L’altra metà dei pazienti muore per l’esaurimento meccanico delle capacità del cuore di pompare sangue.
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