lunedì, 30 novembre 2020
Medinews
12 Giugno 2002

ESTROMINERAL: L’ATTIVITÀ RIMINERALIZZANTE

Calcio
Il patrimonio normale di calcio nella donna adulta è di circa 1000 g, di cui il 99% si trova nelle ossa. Solo l’1% del calcio si trova negli altri tessuti, dove tuttavia svolge funzioni vitali (per esempio nella coagulazione del sangue, nell’eccitazione e nella contrazione muscolare e nella neurotrasmissione). Il calcio è anche essenziale per l’integrità delle membrane cellulari e per la funzione di molti ormoni.
Le ossa scheletriche sono il nostro grande serbatoio di calcio. Vi si trova sotto forma di idrossiapatite [Ca10(PO4)6(OH)2] depositata sulle fibrille di collageno. Questo minerale conferisce alle ossa la loro tipica rigidità e resistenza meccanica.
Le ossa scheletriche non sono tessuti statici, ma presentano intensi processi di rimodellamento. Questi consistono in una continua erosione di piccole porzioni di osso (unità di rimodellamento) per opera di cellule speciali, gli “osteoclasti”, alternata da apposizione di nuovo osso per opera di altre cellule, gli “osteoblasti”. Il turnover di calcio è positivo nei primi due decenni di vita e il picco del calcio nello scheletro si raggiunge tra 20 e 30 anni. Poi inizia una graduale perdita di calcio. La perdita è lenta nell’uomo ed è lenta anche nella donna fino alla menopausa, grazie agli ormoni estrogeni che stimolano l’attività degli osteoblasti. Dopo la menopausa, però, la deficienza degli ormoni ovarici induce una netta prevalenza dei processi osteoclastici di riassorbimento del calcio con una rapida perdita del calcio dalle ossa. Aumenta, perciò, il fabbisogno di calcio per compensare le maggiori perdite di calcio dovute alla carenza di ormoni estrogeni.
Nei casi più gravi, il prevalere dei processi di riassorbimento del calcio dello scheletro porta all’osteoporosi postmenopausale, con aumentata fragilità ossea e quindi con facilità di fratture per traumi minimi, soprattutto a carico dei corpi vertebrali. I sintomi più evidenti sono la perdita di statura e la gibbosità, tipiche delle persone affette da osteoporosi. La frattura e la compressione dei corpi vertebrali comportano dolori, difficoltà respiratorie (per la deformazione della cassa toracica) e disturbi gastrointestinali (per la compressione che subisce il contenuto addominale). Le fratture dei corpi vertebrali sono irreversibili. È quindi assolutamente necessario prevenire l’osteoporosi postmenopausale.
Per integrare il calcio contenuto negli alimenti, ogni compressa di Estromineral contiene 141 mg di calcio sotto forma di calcio carbonato e calcio fosfato. Quest’ultimo integra, quindi, anche il fabbisogno di fosforo, necessario per la sintesi dell’idrossiapatite, ossia del minerale che conferisce rigidità alle ossa scheletriche.

Vitamina D3
Il nostro patrimonio di calcio risulta dal bilancio tra il calcio assorbito dagli alimenti e quello perso con le feci e con le urine. L’omeostasi del calcio è strettamente regolata da meccanismi endocrini (il principale è rappresentato dall’ormone paratiroideo) e dalla Vitamina D.
Fonte: ( caratteri – lunghezza massima 250 caratteri)          FLa Vitamina D e in particolare la Vitamina D3 (colecalciferolo) che è uno dei metaboliti attivi, regola l’assorbimento intestinale del calcio e il suo deposito nelle ossa scheletriche sotto forma di idrossiapatite. La Vitamina D3 trae origine dal 7?deidrocolesterolo, che nella pelle, per effetto dei raggi ultravioletti, è convertito in Vitamina D3. Nel rene la Vitamina D3 è a sua volta idrossilata in 1,25?diidrossi Vitamina D3 (calcitriolo), che è la forma attiva nel regolare positivamente l’omeostasi del calcio, favorendone l’assorbimento intestinale, il riassorbimento renale e la fissazione nelle ossa.
Nella menopausa spesso c’è una subcarenza di Vitamina D3, che comporta un insufficiente assorbimento di calcio dagli alimenti. Estromineral integra il fabbisogno di Vitamina D3 fornendo il 100% della Razione Giornaliera Raccomandata dalla Direttiva dell’Unione Europea (D.L. 16 febbraio 1993, n. 77).

Equiseto
Estromineral contiene estratto secco dal caule di Equisetum arvense, standardizzato e titolato in silicio secondo la Farmacopea Francese X. L’Equiseto è assai ricco in silicio, che rappresenta il 12.5% dell’estratto secco. Gran parte del silicio è rappresentata da sali organici di acido monosilicico, solubili e quindi facilmente assorbibili nel tratto gastrointestinale. L’Equiseto contiene inoltre fitosteroli, acidi fenolici e vitamina C.
L’Equiseto è noto per la sua azione rimineralizzante. Il silicio, infatti, interviene assieme a fosforo, fluoro, magnesio e boro nei processi di deposito dei cristalli di idrossiapatite sulle fibrille di collageno, ossia sulle strutture organiche sulle quali si modella la componente minerale delle ossa. Il silicio stimola gli osteoblasti nella loro funzione osteogenetica. Tali azioni sono state dimostrate sia in vitro che in vivo. Il silicio è anche necessario per la formazione dei proteoglicani delle ossa e delle cartilagini, molecole fondamentali per conferire forza, elasticità e flessibilità alle strutture scheletriche.
L’Equiseto contiene anche l’equisetonina, una sostanza con blanda azione diuretica. Questa può risultare utile per correggere la ritenzione idrica, spesso presente in menopausa e che si manifesta con gonfiori agli arti inferiori e aumento del peso corporeo.
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