venerdì, 19 agosto 2022
Medinews
22 Ottobre 2002

E’ LA DIABESITÀ LA NUOVA EPIDEMIA DELLA GLOBALIZZAZIONE

Malattia che lo scorso anno colpiva 151 milioni di persone nel mondo, nel 2010 colpirà 221 milioni con un incremento pari al 46%, il diabete di tipo 2 è in aumento in tutto il mondo e circa il 90% è strettamente collegato all’obesità, condizione che sta rapidamente aumentando anche in tutti i paesi in via di sviluppo tanto che l’diabesità rappresenterà nei prossimi 20 anni quello che è stato l’Aids negli anni scorsi. Occidentalizzandosi, abbandonando modelli culturali ed alimentari, i paesi in via di sviluppo assomiglieranno sempre di più simili ai paesi ricchi anche nelle malattie.
Fattori genetici e ambientali combinati sono i responsabili di questa impennata nel numero di diabetici che in Italia però è sotto controllo grazie alla attività svolta dai centri antidiabetici sparsi su tutto il territorio nazionale, in grado di prevenire molte delle complicanze ai vari organi tipici della malattia.
Per controllare il diabete non è sufficiente monitorare il livello degli zuccheri nel sangue: l’attenzione degli specialisti da tempo è orientata non solo alla misurazione degli zuccheri nel sangue ma anche al fenomeno dell’insulino resistenza che si determina quando il pancreas produce sufficiente insulina ma l’organismo non riesce ad utilizzarla.
L’insulino resistenza è un importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari e i risultati di diversi studi hanno sottolineato lo stretto legame tra diabete e disturbi cardiovascolari, più del 40% dei pazienti con diabete, infatti, muore proprio per malattie cardiovascolari.
L’insulino resistenza è dunque il nemico da battere e va scoperta al più presto ma non sempre è facile, questo disturbo che si può verificare anche 5-20 anni prima che insorga la malattia, è infatti totalmente asintomatico.
I nuovi farmaci per contrastare il diabete non possono, quindi, limitarsi al controllo di produzione dell’insulina ma agire in modo più complesso rendendo le cellule maggiormente sensibili all’insulina prodotta dall’organismo.
Oggi abbiamo a disposizione molecole come il rosiglitazione, che possono giocare un ruolo molto importante per la loro capacità di ridurre sia l’iperglicemia che l’insulino resistenza. Inoltre la famiglia dei glitazoni potrebbe avere una attività anche nella prevenzione del diabete.
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