giovedì, 3 dicembre 2020
Medinews
24 Giugno 2002

“HAI UN FIGLIO DI 16 ANNI? PORTALO DALL’UROLOGO POTRESTI EVITARGLI UNA FUTURA STERILITÀ”

Appello degli specialisti: tre milioni di italiani a rischio infertilità
Ecco le Regole d’oro per prevenire l’insorgenza delle malattie genitali maschili

L’appello del prof. Giovanni Alei, presidente della Società italiana di Chirurgia Genitale Maschile lanciato nel corso del convegno “Patologie genitali maschili aspetti clinici e sociali” svoltosi oggi a Roma, segue l’allarme per il numero sempre crescente di persone sterili. Milioni ormai nei Paesi industrializzati, 20 mila ogni anno solo in Italia sono le coppie che si rivolgono a centri specializzati per la fecondazione assistita e nella metà dei casi la causa dell’infertilità o della sterilità della coppia è da attribuire all’uomo. E il varicocele, disturbo che colpisce il 20% dei giovani italiani, è al primo posto fra le cause di sterilità maschile. Nel 19,3% dei casi, infatti, ad una mancata gravidanza è correlato un varicocele non curato. Ma non è solo il varicocele a preoccupare i maschi italiani. Sono almeno 16 mila i giovani affetti da malformazioni congenite del pene e molti i 50/60enni che, a seguito di traumi, devono fare i conti con l’induratio penis plastica, patologia che comporta l’incurvamento anche molto accentuato dell’organo maschile. Ma le terapie farmacologiche e soprattutto le tecniche chirurgiche, notevolmente affinate nell’ultimo quinquennio, consentono interventi risolutivi e privi di effetti collaterali: “l’importante – insistono gli specialisti – è non sottovalutare questi problemi”.

“Fino a pochi anni fa – spiega Giovanni Alei, presidente del convegno – la sterilità maschile era considerata un tabù. La maggior parte degli uomini erano molto perplessi e increduli del fatto che potessero essere loro infertili. Fortunatamente oggi le cose sono cambiate con notevoli vantaggi non solo per la cura della sterilità ma anche per la prevenzione di gravi patologie, come i tumori della prostata, del pene e del testicolo e la cura di disturbi e malformazioni che compromettono l’attività sessuale della persona. In particolare gli incurvamenti penieni congeniti e acquisiti, malattie che possono compromettere o addirittura negare una normale attività sessuale”.
“Soprattutto nei giovani – sottolinea Alei – che soffrono di gravi disagi già durante i primi rapporti sessuali, a causa di malformazioni che oggi possono essere affrontate e risolte con successo”. Ma anche prevenute con adeguati stili di vita. La Società italiana di Chirurgia Genitale Maschile ha steso le regole d’oro per prevenire l’insorgenza dei tumori genitali maschili. Al primo posto si collocano alimentazione sana e movimento. Vanno privilegiati cibi ricchi di vitamine A, C, E e di Selenio. Quindi ampio spazio all’accurata pulizia dei propri genitali e ad una attività sessuale regolare, “evitando le astinenze prolungate che non permettendo il ricambio nella prostata e nei testicoli del liquido seminale, favoriscono eventuali infiammazioni di questi organi”. Al pari di quanto si verifica per le donne col seno, si sottolinea anche l’importanza dell’autopalpazione: ogni mese è utile verificare se i testicoli o i corpi cavernosi presentano anomalie, come aumento di volume, presenza di noduli ecc, oltre a verificare il colore del liquido seminale (“se è rosato o bruno è opportuno rivolgersi all’urologo”). Da evitare, inoltre, le sollecitazioni traumatiche specialmente negli sport dove è più alta la possibilità di incidenti, come tuffi, rugby, calcio ecc.

Ma quando la prevenzione non è sufficiente, meglio ricorrere allo specialista. Senza indugi. Proprio sulle più moderne tecniche chirurgiche, il professor Alei ha messo a punto un videoatlante, il primo del genere mai realizzato al mondo, che permette al medico di visualizzare tutte le fasi dell’intervento. “Primo strumento didattico italiano che raggruppa tutti gli interventi sui corpi cavernosi e sulle protesi peniene – conclude Alei – e che permette al chirurgo di visualizzare la tecnica operatoria in tutti i suoi momenti. È uno strumento didattico e di confronto con una metodica nuova”.
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