Medinews
24 Giugno 2002

GLI INCURVAMENTI PENIENI CONGENITI E ACQUISITI

Nel caso di recurvatuum congenito che interessa 16.000 italiani in gran parte giovani, molto spesso è possibile identificare un ispessimento ecografico a livello ventrale. In questi casi l’intervento consiste nello sbrigliamento del corpo spongioso dell’uretra dalla tunica albuginea, con notevole recupero della rettilineità dell’asta. Nei casi in cui questo non sia sufficiente, viene eseguita una plicatura/asportazione di un lembo di albuginea controlaterale (intervento di Nesbit). In presenza di estese placche di IPP (Induratio Penis Plastica), l’asportazione della placca viene seguita dall’innesto di materiale autologo, in genere parte di vena safena devalvolarizzata. Nei casi di lesioni (placche) di modeste dimensioni o di malattia plurifocale, si preferisce, ad un intervento di plicatura/asportazione di albuginea controlaterale (intervento di Nesbit), che da recidive nel 10% dei casi e comporta la circoncisione, l’intervento di plastica “a doppio petto” che non comporta circoncisione, accorcia meno il pene e recidiva solo nell’1-2% dei casi. L’anestesia è generale, la degenza è di due giorni ed il risultato (rettilineità dell’asta) è garantito. Nei casi di forme estese di malattia, si può verificare un modesto accorciamento dell’organo.
L’iter diagnostico comprende un ecocolordoppler penieno dinamico e fotografie dell’organo in erezione per valutare la gravità dell’incurvamento.
Il trattamento chirurgico è eseguito negli incurvamenti di modesta e media entità in anestesia locale mediante corporoplastica mentre nei casi più complessi, in cui può esservi un coinvolgimento uretrale e/o una rotazione dei corpi cavernosi, può esser necessario un trattamento in anestesia generale.
TORNA INDIETRO