sabato, 28 novembre 2020
Medinews
14 Novembre 2002

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. PIERFRANCO CONTE

L’acido zoledronico agisce sia sulla metastasi inibendo l’azione degli osteoclasti sia sul tumore primario e sconfigge nel giro di pochi giorni episodi di ipercalcemia maligna, complicanza potenzialmente fatale legata alla metastasi ossea. Sono in corso studi, inoltre, che tendono a dimostrare l’efficacia antitumorale dell’acido zoledronico e si sta ipotizzando un suo utilizzo a titolo preventivo sul paziente oncologico che ancora non ha sviluppato metastasi.
Le metastasi ossee rappresentano una patologia in costante crescita in seguito al prolungarsi della vita del paziente oncologico. La stragrande maggioranza dei tumori, infatti, provoca, nell’arco di un periodo di tempo più o meno lungo metastasi ossea. Quindi, se prima l’oncologo gestiva la metastasi ossea solo in alcuni tipi di tumore come quello della prostata o della mammella, oggi lo deve affrontare anche in tumori che fino a poco tempo fa, avendo un’evoluzione molto veloce, non arrivavano a metastatizzare.
Da qui la necessità di far fronte a questa patologia grave soprattutto perché molto dolorosa e fortemente invalidante. Fino a pochi anni fa non esistevano terapie in grado di intervenire sulle causa della metastasi, tutti gli interventi erano mirati a ridurre il dolore e a contenere il rischio di fratture patologiche. Oggi – come si diceva – possiamo disporre di strumenti terapeutici innovativi, che potranno riservarci importanti sorprese nel prossimo futuro, grazie ai numerosi studi in corso.
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