lunedì, 3 agosto 2020
Medinews
14 Novembre 2002

L’IPERCALCEMIA NEOPLASTICA

L’ipercalcemia riguarda il 5-10% dei pazienti con metastasi osse: pur non essendo tra le complicanze piu’ frequenti la sua insorgenza costituisce un difficile problema clinico. Non vi sono studi prospettici in tal senso, ma pare che il disturbo compaia tardivamente nel corso della malattia e che il suo trattamento sia più difficile che in passato. Quando si manifesta, di solito in fase avanzata di malattia, l’aspettativa di vita per il paziente non supera, in genere, i 6 mesi.

I sintomi dell’ipercalcemia
Le manifestazioni cliniche dell’ipercalcemia possono presentare un’ampia varietà di segni e sintomi come affaticamento, letargia, stipsi e nausea fino ad arrivare a stupore e coma.
· Ipercalcemia di grado lieve: Sintomi sfumati tra cui anoressia, nausea, perdita di peso, stipsi ed alterazione dello stato mentale possono comparire a livelli corretti di calcio nel sangue (> 3 mmol/L (12 mg/dL). Questi sintomi possono essere difficilmente distinguibili da quelli indotti della malattia neoplastica e/o dagli effetti collaterali del trattamento antitumorale.
· Ipercalcemia di grado moderato: Quando i livelli di calcio nel sangue superano i 3,2 mmol/L (12,8 mg/dL), può comparire insufficienza renale e verificarsi deposizione di calcio in vari organi e tessuti.
· Ipercalcemia di grado severo: Livelli elevati di calcio (> 3,4 mmol/L (13,5 mg/dL) rappresentano un’emergenza medica e richiedono un trattamento aggressivo immediato. I pazienti che sviluppano tale disturbo possono presentare sintomi drammatici, correlati alla crisi ipercalcemica, quali nausea severa, vomito, disidratazione, insufficienza renale, obnubilamento e perdita di coscienza.
· Ipercalcemia molto grave con pericolo di vita imminente: Livelli sierici di calcio > 3,7 mmol/L (14,8 mg/dL) possono causare coma ed arresto cardiaco.
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