lunedì, 3 agosto 2020
Medinews
14 Novembre 2002

LA METASTASI OSSEA

Le ossa rappresentano un terreno particolarmente fertile per le cellule tumorali che vengono attratte da un microambiente favorevole al loro attecchimento. L’osso, infatti, è ricco di fattori in grado di favorire la crescita e la diffusione del tumore.

Come inizia. Secondo le ultime evidenze sperimentali le metastasi ossee sono dovute alla liberazione di una serie di sostanze, i mediatori, che richiamano le cellule tumorali metastatiche. Queste, a differenza di quanto si credeva un tempo, non erodono direttamente l’osso ma stimolano gli osteoclasti, le cellule coinvolte nella fase del riassorbimento. E’ con questa stimolazione mediata che il tumore inizia l’erosione, aprendo un varco alla ‘colonizzazione metastatica’, cioè alla moltiplicazione delle cellule tumorali.

Le cause. In un tessuto osseo che si rigenera normalmente è raro che si sviluppi una metastasi. Quando questo processo si inceppa si creano nell’osso alcune zone rarefatte, cioè povere di minerale, che costituiscono il segnale di start, cioè la liberazione dei mediatori.
Le cause dell’inceppamento possono essere:
Ø L’osteoporosi
Ø Alcuni trattamenti antitumorali (chemioantiblastici)
Ø Le disfunzioni ormonali

I sintomi. Il dolore osseo costituisce spesso il primo sintomo che solleva il sospetto di invasione dello scheletro; costante o intermittente, si riconosce perché praticamente impossibile da trattare. Fenomeno comune e’ l’ipercalcemia (aumento dei livelli di calcio nel sangue, rilasciato durante la distruzione della matrice ossea).

Le complicanze. Anche le fratture patologiche (non legate a trauma ma alla distruzione dell’osso da parte del tumore) rappresentano una complicanza seria delle metastasi ossee, in quanto causano un forte dolore e una prolungata immobilità. In questi casi è necessario il ricovero ospedaliero e un trattamento immediato, quando possibile, chirurgico. Altre complicanze, come ad esempio disturbi legati alla compressione del midollo spinale, dipendono dal tipo di tumore, dalla sede e dal trattamento.

Prognosi. La presenza di metastasi ossee influenza molto il decorso della malattia tumorale. Sebbene la sopravvivenza dopo le fratture patologiche (legate alla distruzione dell’osso da parte del tumore) possa essere migliorata trattando il paziente con chirurgia, radioterapia e/o trattamento sistemico, la sopravvivenza media dopo la frattura di un osso lungo è di circa 12 mesi.
Le donne con tumore al seno e metastasi a livello dell’osso, se trattate con farmaci specifici, hanno in media un’aspettativa di vita di 2-3 anni.
Anche in questi casi, l’obiettivo principale nella gestione delle metastasi ossee è quello di prevenire le complicanze maggiori (dolore severo, immobilità, paralisi da compressione del midollo, fratture patologiche) che influenzano pesantemente l’aspettativa e la qualità di vita.
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