mercoledì, 25 novembre 2020
Medinews
24 Settembre 2002

03 SINTESI DELL’INTERVENTO DEL DOTT. CESARE GRIDELLI

L’Azienda Moscati di Avellino si candida così ad essere un polo oncologico di riferimento per l’intera regione e non solo. La mia venuta il 3 Dicembre 2001 come Direttore dell’Unità Operativa di Oncologia Medica ha determinato un profondo rinnovamento strutturale ed organizzativo. Attualmente l’Unità Operativa è dotata di 14 posti letto di degenza ordinaria e di un funzionale Day Hospital. Inoltre è attivo un ambulatorio per prime visite, follow up dei pazienti e “second opinion”. Aree di eccellenza sono la diagnosi e cura dei tumori del polmone, della mammella, dell’apparato gastroenterico e delle neoplasie dell’anziano. La struttura è ha raggiunto ottimi livelli di confort alberghiero con climatizzazione e TV in camera. E’ presente un supporto psicologico per i pazienti e familiari ed è attivo un programma di musicoterapica per i pazienti sottoposti a trattamento chemioterapico. Vi è stato un incremento dell’attività che si è circa quadruplicata e con quasi la metà dei pazienti provenienti dalle altre province della Campania e una quota proveniente da altre regioni. Inoltre per l’esperienza da me acquisita in Italia e all’estero, l’Oncologia Medica di Avellino è diventata sede di importanti sperimentazioni cliniche con nuovi farmaci con il coordinamento di importanti studi multicentrici nazionali e internazionali. In particolare sono in sperimentazione gli inibitori delle cicloossigenasi, farmaci già impiegati per il trattamento dell’artrite, che hanno dimostrato interessante attività antitumorale per il carcinoma del polmone, della mammella, della prostata e della vescica e sono in fase di sperimentazione. Sono inoltre in studio nuovi farmaci biologici nel trattamento dei tumori del polmone. Tra questi di grande interesse sono gli inibitori della tirosina chinasi che attualmente stiamo valutando in associazione alla monochemioterapia per il carcinoma polmonare non a piccole cellule in fase avanzata. Anche il settore delle terapie specifiche e di supporto per il trattamento delle metastasi ossee è fondamentale, in particolare per migliorare la qualità di vita dei pazienti.
Le metastasi ossee sono un evento che si accompagna a dolore e a complicanze quali le fratture patologiche e l’ipercalcemia che compromettono notevolmente la qualità di vita del paziente oncologico. Le metastasi ossee si sviluppano nel 40% dei tumori del polmone, 70% dei tumori della mammella e della prostata, 90% dei mielomi, ma anche il 25% dei tumori del rene, 15%-40% dei melanomi, 60% dei tumori della tiroide e della vescica. Di recente acquisizione sono i bisfosfonati di nuova generazione, tra cui acido zoledronico, farmaco particolarmente interessante non solo per la modalità di somministrazione molto più rapida e pratica dei precedenti bisfosfonati ma anche per gli importanti risultati che ha fatto registrare. L’acido zoledronico è in grado infatti di ridurre il dolore osseo e di ritardare e ridurre l’incidenza delle complicanze scheletriche, tra cui le fratture patologiche. Inoltre l’acido zoledronico sarebbe in grado di svolgere un’azione antitumorale direttamente sulle metastasi ossee; in particolare il farmaco si è dimostrato efficace nell’indurre l’apoptosi, cioè la morte programmata delle cellule tumorali.
Oltre a questo trattamento specifico, attualmente stiamo impiegando a scopo palliativo anche la radioterapia metabolica con il samario, valido trattamento antalgico, in particolare nelle metastasi ossee da carcinoma della prostata”
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