Medinews
23 Maggio 2002

“ASSISTENZA DIABETOLOGICA IN ITALIA: OUTCOMES E MODELLI ORGANIZZATIVI”

Essenzialmente si parla delle modalità di erogazione del sistema sanitario che dovrebbe attivarsi su tre diversi livelli di cura: il primo in ambito territoriale per la prevenzione e la diagnosi precoce erogato da un Diabetes Team, il secondo in ambito distrettuale per l’assistenza standard al paziente non complicato erogato dalla Diabetes Unit composta dal diabetologo, dall’infermiere educatore e da tre altre figure professionali ed infine il terzo livello in ambito ospedaliero integrato con altre competenze specialistiche, erogato dal Diabetes Center.
Questi tre livelli sono importanti anche se il paziente si reca nella struttura solo per i controlli ed è poi seguito dal medico di medicina generale. Il controllo periodico da parte del medico specialista rimane comunque indispensabile. Lo si è riscontrato in tutti i paesi in cui la cura quotidiana del diabetico è stata affidata al medico di medicina generale e lo si è riscontrato anche in Italia. Il Verona Diabetes Study, in particolare, ha dimostrato che chi è seguito regolarmente presso una struttura diabetologica ha un compenso migliore. Almeno il 50% dei diabetici soprattutto per la difficoltà di accedere a centri specializzati che, per quanto presenti in modo capillare, non sono in grado di far fronte alle esigenze di un numero sempre crescente di pazienti, viene seguito, invece, esclusivamente dal medico di famiglia che quindi è costretto a far fronte non solo alla malattia ma anche a tutte le complicanze che questa comporta. In quest’ottica è tanto più importane che i medici di medicina generale abbiano la possibilità di conoscere a fondo il diabete, le complicanze che lo caratterizzano e tutte le implicazioni psicologiche e sociali proprie di una malattia cronica e sempre più diffusa.
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