sabato, 28 novembre 2020
Medinews
30 Settembre 2002

PRIORITA’ CANCRO, CENTRI D’ECCELLENZA IN TUTTO IL PAESE APPELLO DEGLI ONCOLOGI AGLI ASSESSORI ALLA SANITA’

Torino, si apre il IV Congresso nazionale AIOM con un vertice con le Regioni

Un confronto schietto quello di ieri, in cui gli oncologi, presieduti dal prof. Francesco Cognetti, hanno illustrato lo stato dell’arte delle strutture del nostro Paese e le necessità prioritarie d’intervento. Un’analisi frutto di un lavoro di screening durato due anni, raccolto oggi in un Libro Bianco, che ha evidenziato in modo chiaro e inequivocabile la disomogeneità delle possibilità di cura nelle varie regioni, a fronte, invece, di una grande capacità scientifica e organizzativa. Gli amministratori, dal canto loro, non si sono sottratti al dibattito, sottolineando la consapevolezza dei molti problemi esistenti e la necessità di trovare risorse, magari attraverso una loro ricollocazione, per far fronte alle emergenze. Fermo restando – è stato sottolineato – che per il difficile momento dell’economia le prospettive di recuperare fondi sono tutt’altro che rosee.
“E’ stato un incontro molto opportuno – ha commento al termine Fabio Gava, coordinatore in materia di Sanità della Conferenza dei presidenti delle Regioni e delle Province autonome – Molti dei problemi ovviamente erano noti, in particolare la ‘cattiva’ distribuzione dell’assistenza sul territorio nazionale. Questo – ha detto Gava – è la riprova che purtroppo questo Paese ha sanità a più velocità, indipendentemente dalla riforma federalista in atto. Anzi, da quando sono in corso queste riforme probabilmente l’attenzione delle regioni è aumentata, così come l’interesse ad omogeneizzare gli interventi sul territorio attraverso reti oncologiche. Non c’è dubbio che è auspicabile un’ottimizzazione dei finanziamenti”. Del resto quello del finanziamento è un problema molto complesso che – a giudizio di Gava – “non si può pensare di risolvere solo dicendo che i soldi non bastano: sia per la particolare congiuntura economica, sia perché, se è vero che il nostro Paese spende meno nel rapporto tra Pil e sanità, è altrettanto vero che spende molto di più per la previdenza o per la spesa pubblica in generale. A mio avviso – ha aggiunto Gava – occorre intervenire su più fronti. Uno è quello della migliore riallocazione delle risorse all’interno del welfare: occorre probabilmente spostare una parte della spesa dalla previdenza all’assistenza sanitaria. Un altro intervento possibile è quello di prevedere dei fondi integrativi obbligatori per i non autosufficienti e gli anziani, che a regime consentirebbe di coprire, con risorse autonome, un settore che sta diventando uno dei più onerosi a causa dell’invecchiamento della popolazione. In ultimo, ovviamente, si tratterà di rivedere le prestazioni da erogare intervenendo sull’appropriatezza. Un buon momento di confronto – ha quindi concluso Gava – che consentirà all’unione degli assessori di migliorare il rapporto dell’assistenza in oncologia della propria regione, ma anche uno stimolo per le regioni del Sud, che molta strada dovranno affrontare al riguardo”.
Particolarmente soddisfatto della riunione il prof. Cognetti. “Penso che questo incontro – ha sottolineato il presidente dell’Aiom – si collochi nel segno del perseguimento della missione dell’ Associazione, che si propone il compito di promuovere il miglioramento dell’assistenza e del trattamento dei pazienti oncologici anche attraverso lo stimolo alle autorità sanitarie. Stimolo cioè ad intraprendano quelle azioni necessarie per garantire a tutti i malati l’accesso a cure di elevate qualità, per facilitare lo sviluppo della ricerca e l’annullamento a livello clinico delle disuguaglianze. Abbiamo assistito ad un dibattito sereno. Non sono emersi elementi di divergenza sull’analisi del problema, ma c’è stata un’ampia convergenza anche sulle soluzioni da introdurre. A mio avviso – ha aggiunto Cognetti – dover far conto su risorse limitate impone un rapporto ancora più stretto tra la componente politica e la componente tecnica, per una migliore razionalizzazione dell’esistente. Una razionalizzazione che – secondo Congetti – non può calare dall’alto, ma ha bisogno dell’esperienzadi chi giornalmente si trovare a fare i conti nelle proprie strutture. C’è stata infine – ha concluso Cognetti – una presa d’atto da parte delle Regioni che la ricerca scientifica deve essere di competenza nazionale, mentre un’altra cosa è la gestione delle attività sanitarie organizzative degli istituti di eccellenza”.
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