Medinews
30 Settembre 2002

GLI ONCOLOGI PREMIANO I GIORNALISTI

A Francesco Marabotto (Ansa) e Manuela Lucchini (Tg1) una targa e 2500 euro
La consegna durante la cerimonia inaugurale del IV Congresso Nazionale AIOM

Giovanni Maria e Giuseppe Smorto amico e collega al quotidiano di via Indipendenza.
Francesco Marabotto è stato insignito del riconoscimento perché, come recita la motivazione, “con il suo stile rigoroso e sempre attento all’interesse dei cittadini, ha contribuito alla crescita culturale del dibattito medico-sanitario del Paese e delle sue Istituzioni”.
Manuela Lucchini ha invece visto premiato il suo impegno quotidiano perché “con la forza dei testi, delle interviste e delle immagini ha fatto entrare nelle case degli italiani i drammi e le speranze dei ricercatori, contribuendo in misura determinante all’educazione della popolazione, con una verità scientifica che non fa spettacolo ma cultura”.
“Giovanni Maria Pace – lo ha ricordato il prof. Cognetti – è stato sicuramente uno dei divulgatori che sapevano svolgere meglio il ruolo di l’interprete fra il mondo scientifico, la scienza e la gente comune. Anche durante i lunghi anni della malattia non aveva smesso di essere curioso, di guardare in faccia quel male che lo aveva colpito per raccontare ai suoi lettori le novità e i progressi della ricerca oncologica. La posizione di privilegio che gli consentiva la professione – ha proseguito Cognetti – Giovanni Maria l’aveva infatti messa a disposizione dei tanti malati di cui si faceva portavoce e a cui riferiva con il suo stile sobrio, mai trionfalistico, perché chi soffre – e lui purtroppo lo stava provando in prima persona – non deve essere illuso”.
“Essere tra i promotori di questa iniziativa – ha commentato il dott. Caforio – è per la nostra azienda un dovere morale nei confronti di un giornalista di cui abbiamo apprezzato l’intelligenza e la capacità non comune di rendere meno terribile anche un argomento come il cancro. Per chi fa ricerca e produce farmaci confrontarsi con professionisti come Giovanni Maria Pace sicuramente è un piacere intellettuale e uno stimolo a proseguire nel nostro lavoro”.
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