venerdì, 4 dicembre 2020
Medinews
22 Luglio 2002

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. FRANCESCO DI COSTANZO

Le strutture di oncologia in Italia, d’altra parte, sono nate nel 1974 e da allora se sono progredite è stato solo grazie all’impegno dei medici oncologi che vi hanno lavorato ma ora è necessario qualche intervento in più, è necessario uno standard degli organici meglio articolato. E’ necessaria la presenza di un maggior numero di medici strutturati la dove, per carenza di personale, si è costretti a utilizzare medici specializzandi che spesso sono costretti a portare via tempo allo studio per dedicarsi a mansioni di amministrazione e di segreteria a causa della carenza cronica di personale amministrativo. Da questa indagine emerge, quindi, l’esigenza di una migliore organizzazione, condizione necessaria per garantire un miglior servizio al paziente.
Un altro aspetto importante emerso da questa indagine riguarda il day hospital, senza dubbio la struttura più agile per il trattamento del paziente oncologico. Pochi sanno, però, che dal punto di vista economico il day hospital è estremamente costoso e quindi non conveniente per le aziende sanitarie che, a fronte di una spesa media di due milioni al giorno per la somministrazione di un trattamento chemioterapico ottengono un risarcimento di circa 400 euro. Se veramente il day hospital rappresenta il miglior approccio per i malati, è necessario che i rimborsi da parte dello Stato si adeguino alle spese, viceversa molte strutture oncologiche continueranno a preferire il ricovero solo per mantenere l’equilibrio fra spese e rimborsi. Per quanto riguarda l’organizzazione e i servizi offerti in day hospital, invece, dovrebbero essere indicate linee guida per garantire ai pazienti oltre alla terapia procedure semplici per le prenotazioni e comfort durante la permanenza in ospedale, permanenza che spesso si protrae per l’intera giornata. Anche in questo caso il libro bianco ci ha fornito delle risposte importanti. Abbiamo constato che la stragrande maggioranza delle strutture oncologiche dispone di un servizio di day hospital. Importante ora, sarebbe che tutti si adeguassero ad un livello di offerta standard pena la chiusura del servizio. Vorremo, arrivare, in altre parole ad una sorta di accreditamento che misuri la qualità dei servizi offerti dalle singole strutture con una penalizzazione di quelle che non raggiungono lo standard richiesto.
Qualche parola, per concludere, va spesa a favore del volontariato. Il 62% delle strutture oncologiche, sia al nord che al centro e al sud, possono contare su una attiva collaborazione dei volontari. E’ bene sottolineare l’importante ruolo che i volontari ricoprono all’interno degli ospedali in generale, delle strutture oncologiche in particolare. Aiutano i malati con un coinvolgimento diverso da quello dei familiari e nello stesso svolgono un ruolo di controllo su noi medici spingendoci a raddrizzare il tiro dove necessario. Sono, in altre parole, dei mediatori ormai indispensabili per l’equilibrio del rapporto medico paziente e spesso aiutano la famiglie ad affrontare e accettare la malattia. Non solo, a loro si devono i numerosi finanziamenti tanto utili per il sostentamento delle strutture. Il volontariato, quindi va favorito e incentivato.
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