giovedì, 26 novembre 2020
Medinews
22 Luglio 2002

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL DOTT. GUIDO GUIDI

Novartis quindi, oltre a continuare ad offrire farmaci sempre più innovativi e di elevato valore terapeutico, ha come obiettivo prioritario di dare un contributo concreto allo sviluppo sanitario, sostenendo l’attività degli interlocutori pubblici e privati della sanità, avviando e partecipando a progetti rivolti alla classe medica, agli operatori della salute ai tecnici dell’informazione e alla collettività. Sono infatti convinto che, soprattutto in ambito oncologico, siano necessari approcci nuovi, sia in termini di ricerca, che di organizzazione e di gestione del paziente. Uno spirito di servizio che ha guidato anche altre importanti decisioni aziendali: prima di tutto di aprirsi all’esterno, non solo in una logica di trasparenza, ma di “conoscenza”, per dare cioè a tutti gli interessati la possibilità di comprendere quanto sia complessa l’organizzazione di un’azienda farmaceutica. Dall’altra parte abbiamo pensato ad una riorganizzazione interna che riavvicinasse il clinico alla ricerca, rendendolo partecipe dell’innovazione. E’ stata pertanto creata una Business Unit globale che coinvolge ricerca, sviluppo e commercializzazione dei farmaci creando quindi una filiera sempre più efficace che possa essere d’aiuto per il medico, per i pazienti e per tutti gli interlocutori sanitari.
Questo nuovo modo di organizzare l’azienda, ponendo ricerca, sviluppo e commercializzazione sempre più a stretto contatto, riflette una realtà molto mutata nel modo in cui il paziente guarda al proprio bisogno di salute.
Se, infatti, fino a poco tempo fa, i “viaggi della speranza” facevano riferimento unicamente all’attività clinica, ora il paziente è molto attento allo sviluppo farmacologico e guarda con attenzione ai centri di eccellenza ove si studiano e si sviluppano i nuovi farmaci.
Ne è un esempio il Glivec, farmaco recentemente commercializzato da Novartis per il trattamento della leucemia mieloide cronica e per un particolare tipo di tumore intestinale, il GIST (Gastro-Intestinal Stromal Tumor):
In pochi mesi i siti Glivec di Novartis hanno ricevuto circa 145.000 visite. La necessità di mettere velocemente a disposizione il farmaco ai malati ha spinto l’azienda alla costruzione di uno stabilimento per la produzione del farmaco, organizzando turni di 7 giorni alla settimana quando ancora il farmaco era all’inizio della sperimentazione clinica. Questa “pressione” da parte del paziente può essere risolta solo in stretta partnership con l’organizzazione scientifica e clinica. Ad esempio in Italia Glivec è stato studiato nell’indicazione Leucemia Mieloide Cronica da più di 70 centri di Ematologia mentre sono in corso studi nei tumori GIST in 93 centri. Si tratta di un’organizzazione capillare, ma che ha permesso e permetterà di ottenere un’eccellenza terapeutica che pone il nostro paese tra quelli più avanzati nella ricerca clinica ematologica e oncologica.
Novartis ha scelto questa strada: il censimento che oggi presentiamo ne è un esempio tangibile, infatti offre l’opportunità di creare centri di ‘eccellenza’ e Novartis desidera affiancare le istituzioni, ed in particolare l’AIOM, nell’ottenimento di questo obiettivo. Centri ben organizzati consentono da una parte al nostro Paese di poter essere all’avanguardia partecipando a ricerche internazionali, dall’altra di offrire al paziente terapie sempre più innovative nello stesso centro in cui è seguito, rassicurando e rafforzando quindi anche il rapporto medico-paziente.
L’obiettivo quindi è promuovere questo nuovo approccio di collaborazione a tutti i centri per tutte le patologie, per poter essere competitivi nella ricerca e avere quindi in anticipo innovazioni terapeutiche, definendo nel contempo un modello gestionale che consenta di ottenere servizi adeguati al bisogno di salute sempre più crescente. Novartis continuerà ad affiancare le istituzioni in questo importante percorso creando alleanze via via sempre più costruttive.
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