sabato, 5 dicembre 2020
Medinews
19 Novembre 2002

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. MARIO DE PALMA

La mortalità da BPCO è pesante: rappresenta la quarta causa di morte a livello mondiale e, secondo l’OMS, entro il 2020 salirà al terzo posto. Si tratta della malattia cronica caratterizzata da un più rapido incremento soprattutto nei paesi industrializzati.
In Italia ogni anno muoiono 30 persone ogni 100.000 abitanti per un totale di 18.000 morti l’anno, dato che rappresenta più del 50% dei decessi per malattie respiratorie, superando i tumori polmonari.
Nel nostro paese nel ’99 sono stati registrati 130.000 ricoveri ospedalieri per riacutizzazioni da BPCO, 1 milione e 330 mila giornate di lavoro perse e 20 milioni di visite ambulatoriali. I costi sanitari-economici sono soprattutto legati ai ricoveri per le riacutizzazioni, a terapie piuttosto complesse e che comprendono nei casi più gravi l’ossigeno terapia a lungo termine e la ventilazione meccanica e le terapie riabilitative.
La BPCO porta progressivamente all’invalidità, alla perdita precoce di produttività e soprattutto a un peggioramento della qualità della vita. Questo avviene principalmente se non vengono presi provvedimenti terapeutici tempestivi. Affaticamento, dispnea, disturbi del sonno, calo di peso, ansia, depressione, riacutizzazioni infettive frequenti compromettono il ruolo sociale e professionale del malato.
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