giovedì, 3 dicembre 2020
Medinews
19 Novembre 2002

DEFINIZIONE E CAUSE DELLA BPCO

Le infezioni possono contribuire alle riacutizzazioni, mentre non è sicuro il loro ruolo nella patogenesi della malattia. In alcuni, pochissimi, pazienti vi è una predisposizione genetica allo sviluppo della BPCO, che tuttavia richiede sempre l’esposizione ad un rischio ambientale quale il fumo di sigaretta.
Ciò che preoccupa le autorità è che la prevalenza della malattia è in aumento, ma anche che sfortunatamente non viene riconosciuta. Purtroppo i sintomi bronchiali vengono considerati una conseguenza naturale del fumo di sigaretta, rispetto ai quali ben poco c’è da fare. In realtà smettere di fumare comporta l’arresto dell’evoluzione della malattia, che altrimenti porterebbe le persone colpite all’insufficienza respiratoria. Un intervento precoce permette di migliorare la qualità di vita di questi pazienti, in particolare di ridurre le riacutizzazioni e in qualche caso anche di riportare la funzionalità respiratoria a livelli accettabili. Le riacutizzazioni della malattia causano un disagio per i pazienti e spesso portano al ricovero. BPCO di base e riacutizzazioni vengono trattate con broncodilatatori inalatori, le riacutizzazioni con cortisonici. I farmaci oggi a disposizione, pur sintomatici, consentono di migliorare le condizioni del paziente, e sono tanto più efficaci quanto prima vengono somministrati.
La BPCO grave comporta lo sviluppo di insufficienza respiratoria, che consiste nella alterazione degli scambi di gas (ossigeno ed anidride carbonica) fra aria ambiente e sangue. In questi pazienti è necessario somministrare ossigeno per più di 15 ore al giorno, o addirittura di farli respirare con ventilatori meccanici.
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