sabato, 18 settembre 2021
Medinews
14 Settembre 2002

SINTESI DELL’INTERVENTO DELLA DR. CRISTINA CASTELLO

Lo scorso anno, dopo la pubblicazione su Nature e Science dei due lavori in esteso del Progetto Genoma Umano, molti quotidiani anticipavano il nuovo modello di medicina fino ad allora rimasto all’interno della discussione di pochi esperti, modello che sarebbe derivato dalle applicazioni delle conoscenze sul genoma alla medicina, da alcuni chiamato medicina genomica o post genomica, da altri medicina personalizzata, medicina predittiva, medicina rigenerativa. In ogni caso una medicina basata sulla possibilità di disporre di “medicine su misura” e di “organi di ricambio personali”.
Cuore e malattie cardiovascolari sono tra le aree sulle quali si sono maggiormente concentrati gli interessi e le iniziative degli studiosi, dove la ricerca era più avanzata per quanto riguarda le applicazioni delle nuove conoscenze e delle nuove tecnologie basata sulla genomica.
Per certi aspetti siamo già entrati in questa nuova medicina. Ci vorranno anni perché ne vengano sviluppate in pieno tutte le potenzialità, ma alcune applicazioni – già una realtà quotidiana, non solo a livello sperimentale, ma anche nella pratica assistenziale – determineranno una profonda rivoluzione sia della pratica medica che della percorso assistenziale, cambieranno il ruolo del medico e l’esito delle malattie e che hanno già alimentato molte speranze e qualche timore nei nostri pazienti. Una rivoluzione che riguarderà in modo rilevante, forse prevalente, la cardiologia e le malattie cardiovascolari.
Questo convegno intende illustrare, esaminare e discutere le potenzialità della cardiologia rigenerativa (nella prima sessione), della cardiologia predittiva, della terapia personalizzata e della terapia genica cardiovascolare (nella seconda sessione) e fare uno stato dell’arte sulle conoscenze acquisite. Intende inoltre analizzare e discutere – nella terza, conclusiva sessione del convegno – le implicazioni etiche e sociali della cardiologia basata sulla genomica e le aspettative di alcune parti portatrici di interesse: il paziente, il medico, il ricercatore.
È nostro auspicio che lo sviluppo della scienza e le applicazioni della genomica alla cura delle malattie cardiovascolari avvenga nel rispetto dei valori propri della nostra cultura e che la medicina e la cardiologia italiane possano mantenere e sviluppare il ruolo di protagonista che hanno finora avuto, con il supporto delle nostre istituzioni e d il sostegno della nostra società.
Il nostro augurio è che questo convegno e la attività che da questo convegno seguirà possa fornire un nuovo contributo a questo lungo percorso.
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