mercoledì, 25 novembre 2020
Medinews
23 Maggio 2002

DIABETE, ALLARME DA OLTREOCEANO: LE CAMPAGNE DI PREVENZIONE STANNO FALLENDO

Lo dichiara il professor Ronald Kahn intervenendo al 19° Congresso nazionale della Società Italiana di Diabetologia. Tra 20 anni un picco di complicanze

Perciò se da una parte la ricerca di nuovi farmaci non deve fermarsi, dall’altra è necessario ampliare i programmi e le campagne di prevenzione della malattia. In questo senso lo Working Group è impegnato a portare avanti proposte e progetti sia per il trattamento che per la cura, ma anche interventi per sviluppare efficacemente le misure preventive che, come dimostrato dalle ricerche piu’ recenti, possono ritardare od addirittura evitare il manifestarsi della malattia in persone ad alto rischio. E questo rappresenta il piu’ importante sviluppo nel settore della diabetologia. Molteplici studi condotti in America, Europa e Cina hanno dimostrato che persone ad alto rischio possono dimezzare il rischio di sviluppare diabete adottando una dietà piu’ sana e uno stile di vita piu’ attivo.
Si tratta di un messaggio molto importante: fattori come l’alimentazione e l’attività fisica sono modificabili, ma è una sfida per la comunità medica e scientifica quella di convincere i pazienti ad adottare queste misure per tutta la vita.
Purtroppo il numero sempre crescente di malati indica che le campagne di prevenzione stanno – almeno per ora – mancando i loro obiettivi e vi e’ la necessità di essere molto piu’ convincenti in questo senso. Non si tratta di allarmismo ingiustificato: perchè l’epidemia di diabete di tipo 2 sta colpendo in modo sempre più massiccio le persone giovani. Se sono necessari 15-25 anni pima che si sviluppino gravi complicanze a lungo termine. Cio’ significa che tra 20 anni assisteremo a una vera e propria esplosione di complicanze della malattia. L’unica possibilità per bloccare l’epidemia è arrestarne, attraverso la prevenzione, la rapida crescita”.
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