Medinews
21 Giugno 2002

SIR STEVEN REDGRAVE, UN CAMPIONE DA IMITARE

Ma accade un evento inatteso.
“Nel 1997, dopo un giorno di allenamento – racconta l’atleta – sono tornato a casa con una sete tremenda. Ho bevuto mezzo litro d’acqua, poi un litro, poi altri due, e niente mi faceva passare la sete. A quel punto mi sono reso conto che c’era qualcosa che non andava e ho cercato per casa una striscia reattiva per fare l’esame delle urine. Il risultato era chiaro: diabete. Pensai che la mia carriera nel canottaggio fosse finita, parlai con il medico e lo specialista: dovevo essere consapevole che da quel momento la strada per il successo avrebbe potuto essere difficile. In quel momento si sapeva veramente poco sul rapporto fra gli sport di resistenza, come il canottaggio, e il diabete. Così ci siamo impegnati per fronteggiare la nuova, difficile situazione.”
I risultati sono incoraggianti. Nel 2000, alle olimpiadi di Sydney, vince la sua quinta medaglia d’oro consecutiva.
Queste vittorie fanno di lui un atleta senza confronti nella storia dei giochi olimpici e gli valgono la nomina di cavaliere dalla Regina d’ Inghilterra.
Ora Sir Steven Redgrave, o Sir Steve, come lui ama farsi chiamare, ha deciso di smettere la sua attività agonistica e si gode il suo titolo di campione olimpico in carica, presenziando a molti eventi di carattere sociale. Ora, ben consapevole del ruolo fondamentale del controllo della glicemia nella vita di un diabetico, Redgrave collabora con LifeScan per promuovere il sistema One Touch Ultra.
“Attualmente sono ambasciatore LifeScan in otto Paesi europei” – spiega Redgrave -. “Rivolgendomi a specialisti e pazienti diabetici, porto ad esempio la mia esperienza che mi ha insegnato come il controllo del diabete possa essere una questione di un corretto stile di vita”. Come diabetico in cura con insulina, effettuo il test sei o sette volte al giorno usando un apparecchio prodotto da LifeScan. Mi auguro che il mio status di sportivo e la mia notorietà convinca i diabetici a tenere sotto controllo la malattia nel modo più adeguato. Se il mio coinvolgimento in questa campagna incoraggerà più persone a convivere bene con il diabete allora sia io che LifeScan avremo raggiunto il nostro scopo. Ancora troppe persone oggi non sono coscienti del fatto di avere il diabete o non lo gestiscono correttamente.”
La diffusione dell’autocontrollo può rendere le persone più consapevoli della propria condizione diabetica e liberarle da eccessivi condizionamenti e restrizioni.

Note dell’editore

LifeScan fa parte del Gruppo Johnson & Johnson dal 1986. Conta più di 2.500 impiegati nel mondo ed è uno dei primi fornitori di apparecchi per l’autocontrollo della glicemia raccomandati da specialisti a livello europeo. Migliaia di pazienti diabetici si affidano quotidianamente ai prodotti LifeScan per effettuare il controllo della glicemia.
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