giovedì, 26 novembre 2020
Medinews
21 Giugno 2002

L’AUTOCONTROLLO DEL DIABETE

Oltre 1 milione di persone grazie all’automonitoraggio glicemico, diventano più consapevoli dei rapporti esistenti tra terapia, comportamento alimentare, attività fisica ed andamento glicemico.

I numeri.
Dell’intera popolazione diabetica italiana, 2.500.000 di persone circa, 1.800.000 sono state diagnosticate come tali e vengono regolarmente seguite dai Centri di diabetologia, mentre circa 700.000 persone non sono consapevoli della propria condizione.
Nell’ambito dei pazienti diagnosticati circa 150.000, pari al 5.5%, sono affetti da diabete di tipo 1 e quasi tutti fanno autocontrollo.
Degli altri 1.650.000 diabetici conclamati di tipo 2, alcuni devono ricorrere all’utilizzo di insulina e queste persone (circa 400.000) fanno regolarmente autocontrollo.
Altri utilizzano o ipoglicemizzanti orali o semplicemente dieta. Anche in questi casi molti di loro fanno autocontrollo.
I dati di mercato dimostrano che circa il 60% dei diabetici di tipo 2 e il 94% dei diabetici di tipo 1 fa autocontrollo per un totale di 1.100.000 persone.
In Italia 700.000 pazienti diagnosticati come diabetici, per lo più in regime di sola dieta alimentare, non fanno autocontrollo.


Perché è importante.
Se è importante che i pazienti diabetici facciano autocontrollo, è fondamentale che lo facciano in maniera corretta e costante.
È stato dimostrato che l’uso corretto e costante dell’autocontrollo della glicemia, costituisce il mezzo migliore per limitare l’insorgenza di complicanze vascolari a carico degli organi bersaglio e per ridurre l’incidenza annuale dei ricoveri ospedalieri. Non solo, anche i costi a carico del servizio sanitario nazionale ne traggono vantaggio: un diabetico ben controllato e che esegue correttamente la sua terapia, infatti, costa circa 1.800 euro l’anno, mentre un paziente con importanti complicanze arriva a costare anche più di 10.000 euro, oltre agli oneri sociali derivanti dalla possibilità che le complicanze dovute al diabete riducano l’abilità motoria e visiva.

Come impararlo.
Il successo dell’autocontrollo dipende dal corretto addestramento del diabetico, dal grado di motivazione e dalla stretta collaborazione tra medico e paziente. È’ indispensabile, infatti, accanto all’opera del medico, un’attiva e consapevole partecipazione del paziente che deve essere educato non solo ad effettuare l’autocontrollo glicemico domiciliare, ma anche ad analizzare i dati rilevati, ad interpretarli e ad apportare quei piccoli aggiustamenti terapeutici necessari per mantenere i valori glicemici in un range il più possibile normale.

A chi è consigliato l’autocontrollo
Tutti i pazienti diabetici dovrebbero effettuare con una certa frequenza e con regolarità l’autocontrollo glicemico, soprattutto in presenza di “diabete instabile” o quando vi sia tendenza alla chetoacidosi (produzione eccessiva di corpi chetonici). Influenza, stati di stress emotivo e altre patologie richiedono particolare attenzione e controlli più frequenti.

Quante volte va effettuato.
In alcuni casi l’autocontrollo glicemico è una scelta d’obbligo. Diabetici insulino dipendenti, e donne con diabete gestazionale devono sottoporsi all’autocontrollo in media sette volte al giorno: a digiuno, dopo colazione, prima e dopo i pasti e alla sera prima di coricarsi.
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