sabato, 28 novembre 2020
Medinews
21 Giugno 2002

IL DIABETE MELLITO DI TIPO 1

La prevalenza del diabete mellito di tipo I, cioè la percentuale di pazienti nella popolazione generale, varia notevolmente da nazione a nazione: si va dal minimo del Giappone (0,07%) al massimo della Finlandia (3,5%). Anche l’incidenza annuale oscilla molto: nella fascia di età da 0 a 20 anni ha valori compresi tra 0,8 e 29 nuovi casi ogni 100.000 abitanti.
In Italia l’incidenza annuale non è aggiornata per tutte le fasce di età: per quanto riguarda i bambini con meno di 15 anni, i valori variano da 7 a 11 nuovi casi ogni 100.000 persone in tutte le regioni, con l’unica eccezione della Sardegna dove si raggiunge un picco massimo di circa 34 nuovi casi all’anno.

Le cause che portano alla malattia diabetica non sono a tutt’oggi perfettamente conosciute.
È noto, però, che c’è una predisposizione genetica individuale e che fattori ambientali (alimentazione e/o infezioni virali) possono innescare un meccanismo autoimmunitario, con abnorme produzione di autoanticorpi anti-cellula beta pancreatica o anti-insulina, che determinano la disfunzione dell’attività di produzione di insulina da parte del pancreas. Tale processo rimane silente per mesi e si rende manifesto solo quando l’80% del pancreas viene distrutto.
La manifestazione clinica del diabete è caratterizzata da bulimia, forte sete, astenia, dimagramento, aumento della diuresi, specie nei bambini più piccoli (enuresi), con conseguente disidratazione e chetosi (produzione eccessiva di corpi chetonici).
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