Medinews
10 Ottobre 2002

TUMORE AL SENO: UNA NUOVA TERAPIA AUMENTA LA SOPRAVVIVENZA DEL 31%

Presentati all’Esmo di Nizza i risultati di sei studi italiani condotti con paclitaxel

Le donne coinvolte nella ricerca sono state suddivise in due gruppi. Al primo (291 pazienti) è stata somministrata una combinazione composta da epirubicina e paclitaxel come trattamento di prima linea, mentre il secondo gruppo (349 pazienti) ha invece proseguito con la terapia standard, composta da 5-fluorouracile, epirubicina e ciclofosfamide. Come detto, al termine del follow up è emerso che le 291 pazienti trattate con la prima combinazione di farmaci hanno mostrato una riduzione del 31% del rischio di morte e del 33% del rischio di progressione della malattia rispetto alle 349 del gruppo di controllo. A questi risultati vanno poi aggiunti sia una migliore risposta globale (66% contro 50%) sia completa (16% contro 15%), sempre in confronto alle donne in terapia standard.
“Questi risultati – commenta il prof. Conte – oltre a dimostrare in modo inequivocabile il ruolo giocato da paclitaxel nella cura del carcinoma del seno e ad offrire alle donne una speranza di sopravvivenza che va al di là delle odierne statistiche, ci suggeriscono di introdurre questa molecola nel trattamento di I linea”.
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