Medinews
18 Ottobre 2002

TUMORE AL SENO: UNA NUOVA TERAPIA AUMENTA LA SOPRAVVIVENZA DEL 31%

Presentati all’Esmo di Nizza i risultati di sei studi italiani condotti con paclitaxel
Le ricerche sono state coordinate dal prof. Pierfranco Conte, direttore della divisione di Oncologia dell’Ospedale Universitario S. Chiara di Pisa

Le donne coinvolte nella ricerca sono state suddivise in due gruppi. Al primo (291 pazienti) è stata somministrata una combinazione composta da epirubicina e paclitaxel come trattamento di prima linea, mentre il secondo gruppo (349 pazienti) ha invece proseguito con la terapia standard, composta da 5-fluorouracile, epirubicina e ciclofosfamide. Come detto, al termine del follow up è emerso che le 291 pazienti trattate con la prima combinazione di farmaci hanno mostrato una riduzione del 31% del rischio di morte e del 33% del rischio di progressione della malattia rispetto alle 349 del gruppo di controllo. A questi risultati vanno poi aggiunti sia una migliore risposta globale (66% contro 50%) sia completa (16% contro 15%), sempre in confronto alle donne in terapia standard.
“Questi risultati – commenta il prof. Conte – oltre a dimostrare in modo inequivocabile il ruolo giocato da paclitaxel nella cura del carcinoma del seno e ad offrire alle donne una speranza di sopravvivenza che va al di là delle odierne statistiche, ci suggeriscono di introdurre questa molecola nel trattamento di I linea”.
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