lunedì, 4 maggio 2026
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30 Settembre 2002

TUMORE DEL COLON-RETTO, NUOVA TERAPIA COMBINATA RADDOPPIA LA SOPRAVVIVENZA

Se fino a pochi anni fa, le speranze dei malati di tumore del colon-retto erano tutte rivolte all’unico farmaco disponibile (il 5-Fluorouracile), oggi medici e pazienti hanno a disposizioni nuove, più efficaci armi da utilizzare anche in combinazione per contrastare quello che è stato definito il ‘big killer’ dei tumori. “Molecola interessante è l’oxaliplatino – afferma il professor Silvio Monfardini direttore dell’oncologia medica dell’azienda ospedaliera università di Padova – che si inserisce nel DNA delle cellule tumorali e le danneggia. I risultati migliori si raggiungano quando l’oxaliplatino è utilizzato insieme al 5- Fluorouracile: due studi randomizzati, per un totale di 620 pazienti, hanno dimostrato un incremento delle risposte obiettive rispetto al solo 5- Fluorouracile (intorno al 50%), con una sopravvivenza di 16-19 mesi.”
“L’oxaliplatino – aggiunge il dottor Roberto Labianca, responsabile dell’Unità Operativa di Oncologia Medica degli Ospedali Riuniti di Bergamo e presidente eletto dell’Aiom – è stato sottoposto al vaglio di 2 ampi studi di fase III dando confortanti riscontri. Nel primo è stata confrontata la combinazione di oxaliplatino con 5FU + acido folinico cronomodulati rispetto a 5FU + acido folinico da soli. Il risultato è stato un significativo vantaggio nel gruppo trattato con oxaliplatino in termini di risposte obiettive (53% verso 16%), con netto incremento della sopravvivenza libera da progressione della malattia. Il secondo studio, al quale hanno attivamente collaborato i ricercatori italiani, è un ampio trial internazionale con oltre 400 pazienti. Anche in questo caso vi è stato un netto vantaggio del regime con oxaliplatino verso il solo schema di 5FU – acido folinico in termini sia di risposte obiettive (51% verso 22%) che di sopravvivenza libera da progressione (9 verso 6,2 mesi) ”. Ma la disponibilità di nuovi farmaci attivi nel carcinoma del colon-retto con metastasi, come l’oxaliplatino e l’irinotecan, apre nuove significative speranze anche per i casi che vengono trattati chirurgicamente con asportazione radicale del tumore.
“Questa tecnica – afferma il professor Alberto Sobrero primario di oncologia medica all’ospedale San Martino di Genova – già utilizzata con il solo fluorouracile, si è rivelata efficace nel tumore alla mammella, all’ovaio e di recente allo stomaco e al colon. Con questi nuovi farmaci speriamo di fare un ulteriore passo in avanti portando a guarigione quella fetta di pazienti che il solo fluorouracile non è in grado di guarire. Il vero traguardo di queste nuove cure può essere proprio qui, anche se ci vorranno diversi anni per saperlo.”
Ma se la terapia compie passi in avanti non c’è dubbio che la prevenzione e l’informazione rappresentano un’arma sempre valida per contrastare questo tumore. “E’ opportuno, dopo i 50 anni, sottoporsi al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci – spiega il dottor Labianca. Alcuni studi, inoltre, mettono in relazione la presenza di questo cancro con una dieta ricca di grassi animali e proteine e povera di fibre”.
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