sabato, 28 novembre 2020
Medinews
30 Settembre 2002

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROFESSOR ALBERTO SOBRERO

Ma non dimentichiamo che per il malato anche un passetto, la speranza di un piccolo miglioramento, rappresentano un’ancora di salvezza nemmeno immaginabile per una persona sana.
Parlando di tumori del grosso intestino, che rappresentano la seconda forma neoplastica per frequenza nei paesi occidentali, i nuovi farmaci a disposizione vanno divisi in due classi: i farmaci chemioterapici da una parte, fra i quali vanno annoverati l’oxaliplatino e il ctp11 e i farmaci del domani che però ancora non conosciamo a fondo.
I chemioterapici sono già sul mercato e hanno dimostrato essere efficaci su migliaia di pazienti. Migliorano la qualità di vita, prolungano la sopravvivenza, aumentano le probabilità che il tumore si riduca, alleviano la gravità dei sintomi legati alla malattia, tutto questo a spese di una tossicità leggermente maggiore rispetto a quella che veniva registrata con l’uso del solo fluorouracile. Quindi il beneficio è innegabile e finalmente anche la FDA ne ha riconosciuto il valore e lo ha registrato.
Ma la vera sfida riguarda l’uso di questi farmaci a scopo preventivo dopo l’intervento chirurgico. Una volta dimostrato il beneficio di un farmaco sui tumori in stadio avanzato, quindi in condizioni decisamente sfavorevoli, infatti, si utilizza in pazienti potenzialmente guariti, perché sottoposti all’asportazione chirurgica del tumore, ma ancora a rischio di ricadute per la possibile presenza nell’organismo di cellule tumorali. Questa tecnica, già utilizzata con il solo fluorouracile si è rivelata efficace nel tumore alla mammella, all’ovaio e di recente allo stomaco e al colon. Con questi nuovi farmaci speriamo di fare un ulteriore passo in avanti portando a guarigione quella fetta di pazienti che il solo fluorouracile non è in grado di guarire.
Il vero traguardo di queste nuove cure può essere proprio qui anche se ci vorranno diversi anni per saperlo.
Quando faremo una conferenza stampa per annunciare che questa combinazione di farmaci, utilizzata dopo l’intervento chirurgico, è efficace potremo finalmente parlare di guarigione.
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