martedì, 24 novembre 2020
Medinews
17 Giugno 2002

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. FRANCESCO COGNETTI

Oggi ci troviamo di fronte ad un ulteriore avanzamento delle tecniche soprattutto in campo diagnostico, radioterapico e sistemico.
Grazie allo sviluppo di nuove tecnologie diagnostiche saremo in grado di individuare prima e meglio la malattia, di predire precocemente un’eventuale recidiva o la presenza di foci a distanza. Tra queste nuove tecniche, le più importanti sono la PET (Tomografia ad Emissione di Positroni) e la PET-TC, una nuovissima tecnica nata dalla fusione della PET con la Tomografia Computerizzata (TC). La PET è la tecnologia più sofisticata attualmente disponibile per le indagini di medicina nucleare ed è utilizzata per l’80% in oncologia ma trova importanti applicazioni anche in cardiologia, neurologia e psichiatria. Consente di ottenere immagini dei processi biochimici e delle funzioni biologiche che, nel corso di una malattia, si manifestano molto prima rispetto alle modificazioni anatomiche. La PET, però, non è in grado di fare corrispondere esattamente le funzioni biologiche con la specifica parte di organo responsabile di queste funzioni. La PET-TC, invece, consente non solo di avere il dato funzionale ma anche l’immagine anatomica corrispondente, senza possibilità di errore di localizzazione. La precisa localizzazione della sede di malattia può consentire di indirizzare correttamente le biopsie ma anche di offrire al radioterapista i dati che permettono di ottimizzare la distribuzione della dose di radiazioni. E’ necessario, quindi che almeno ogni centro oncologico di riferimento si doti di questi strumenti. Attualmente sono disponibili solo agli Istituti Tumori di Milano e di Napoli; presto dovrebbe esserne dotato l’Istituto Europeo di Oncologia, entro un anno l’Istituto Tumori di Aviano, mentre a Genova sono stati stanziati i fondi per l’installazione sia della PET che del Ciclotrone. Diciamo che complessivamente in Italia sono operativi tomografi e Ciclotroni (il macchinario che serve per produrre il farmaco per la diagnostica PET) solo in 8 Regioni. Nel Lazio la situazione è particolarmente grave: malgrado il fabbisogno di scintigrafie sia di 32 mila l’anno e sarebbero quindi necessari almeno 10-12 tomogrofi e almeno 4-5 Ciclotroni, di cui 1 sicuramente all’Istituto dei Tumori, a tutt’oggi non c’è alcun apparecchio disponibile. Certo bisognerà fare i conti anche con le risorse disponibili: esistono però alcune priorità che non possono passare in secondo piano.
Nei prossimi 20 anni, inoltre, verranno sviluppati farmaci selettivi capaci di riconoscere bersagli molecolari specifici. Il modo in cui stanno evolvendo le terapie, detto targed-terapy, è un argomento di grande interesse e sinergico con le nuove metodiche diagnostiche. Le stesse molecole, infatti, potrebbero essere marcate con radioisotopi, tanto che è ipotizzabile che si arrivi ad utilizzare queste metodiche diagnostiche anche per il trattamento.
Per quanto riguarda, infine, la radioterapia, l’Italia è ancora sprovvista delle moderne attrezzature di adroterapia. Solo a Catania sta per nascere un centro. La distribuzione sul territorio nazionale di adeguati centri di protoni e di 1 o 2 centri di terapia con ioni sarà decisiva per il miglioramento dei risultati terapeutici.
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