mercoledì, 14 aprile 2021
Medinews
27 Novembre 2002

L’INSERIMENTO LAVORATIVO DELLE PERSONE CON HIV/AIDS

Invalidità Civile
A fronte di una comprovata invalidità civile superiore al 74% viene riconosciuto un assegno mensile dell’importo irrisorio di circa 215,00 EURO, che non è nemmeno sufficiente a coprire i bisogni primari. Inoltre, i tempi di attesa per ottenere l’assegno di invalidità variano da 18 mesi a 3 anni, e non tutti i servizi alla persona attivano forme di sostegno economico temporaneo (contributo, anticipo dell’assegno di invalidità, sussidio). A questo va aggiunto quanto viene riportato dalle persone che contattano le associazioni: le commissioni mediche che valutano l’invalidità civile utilizzano come unici criteri di valutazione dell’invalidità utilizzano come unico criterio la situazione lettura del quadro immunitario dell’individuo, senza prendere in considerazione lo stato di salute generale.

Inabilità lavorativa e legge 104/92
Sono sempre meno i lavoratori con HIV a cui viene riconosciuta l’inabilità lavorativa, dal momento che la valutazione clinica viene effettuata anche in questo caso tenendo conto esclusivamente del quadro immunitario: non vengono tenuti in considerazione gli effetti collaterali dei farmaci retrovirali, né le coinfezioni da epatite, le forme tumorali o i problemi cardiaci. Diminuiscono inoltre le possibilità di accesso ai benefici previsti dalla Legge 104/92 sull’handicap, che riconosce permessi lavorativi per esami e cure mediche ai portatori di patologie gravi.

Collocamento obbligatorio per persone con invalidità civile
I problemi che vengono più spesso riscontrati sono legati alla mancanza di garanzie sulla privacy. Durante i colloqui di selezione viene frequentemente richiesto – in evidente violazione della legge – il verbale di invalidità civile su cui è riportata la patologia invalidante del candidato. Ciò pregiudica quasi nella totalità dei casi l’assunzione delle persone con Hiv/Aids.

Corsi FSE
I percorsi di riqualificazione professionale per persone a rischio di esclusione sociale, che forniscono un’occasione di reinserimento anche alle persone con Hiv/Aids, stanno subendo modifiche inerenti i criteri di accesso, che sempre più spesso prevedono il possesso del diploma di scuola media superiore. Ciò impedisce a molti di partecipare.

Le attività delle Associazioni in questo settore

Dal ‘95 è attiva a Milano la Cooperativa sociale Pensieri e Colori, fondata da Arché, volta alla promozione delle risorse dell’individuo svantaggiato fornendo professionalità e lavoro.

La sezione Adulti del Gruppo di Volontariato Minori Adulti Sieropositivi (sez. lombarda dell’ANLAIDS) aiuta le persone sieropositive ad inserirsi nel mondo lavorativo. Attraverso l’incontro in sede con un volontario formato le persone vengono indirizzate al CELAV (Centro di mediazione al lavoro servizio informativo per i cittadini e le imprese) per essere inserite nel programma di avvio al lavoro, promosso dall’Assessorato ai servizi sociali per adulti del Comune di Milano e finanziato dal Fondo sociale Europeo. Fino ad ora il 60% degli interpellati ha rifiutato la proposta per non essere costretto a rilevare la sieropositività al futuro datore di lavoro. Del rimanente 40%, il 90% è stato avviato al colloquio con lo psicologo; queste persone saranno presto presentate agli incaricati del Comune prima dell’inserimento nel programma di avvio al lavoro. Nella prima fase dell’inserimento in azienda le persone avranno un volontario come tutor.

La LILA Milano opera nel settore della consulenza di orientamento al lavoro attraverso:
– Rilettura del percorso scolastico
– Valorizzazione delle esperienze lavorative
– Stesura curriculum vitae
– Orientamento a corsi
– Reperimento della necessaria documentazione
– Ricerca lavoro
Offre inoltre consulenza di tipo:
· legale rivolta a persone con HIV/AIDS per le situazioni di:
– Discriminazione nei luoghi di lavoro (LILA e CGIL)
– Discriminazione in entri ospedalieri, studi privati (dentisti, ecc.)
– Richiesta di Informazioni sui diritti in ambito lavorativo
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