mercoledì, 2 dicembre 2020
Medinews
27 Novembre 2002

LA PREVENZIONE NELLE SCUOLE

Gran parte delle campagne e degli interventi rivolti alla scuola si sono basati fino ad ora principalmente sull’informazione. E’ tuttavia evidente che una prevenzione efficace non può limitarsi a render nota l’esistenza di un virus e a creare una situazione emotivamente coinvolgente attorno ad esso. Un clima di responsabilità educativa, che non generi paura, ma riflessione continua sui comportamenti, rappresenta il contesto più favorevole ad un successo preventivo.

La prevenzione deve svilupparsi all’interno dei programmi scolastici
Muovendo da queste considerazioni di base, la cultura scolastica della prevenzione può e anzi deve fare un salto di qualità. E’ necessario però partire da un nuovo principio: non sono le attività ‘aggiuntive’, affidate alla buona volontà di singoli o gruppi, che fondano una cultura della prevenzione, che trasformano la mentalità e mutano i comportamenti a rischio. Le nuove attività proposte all’interno dei cicli scolastici non devono basarsi su interventi esterni o a latere dei programmi; devono invece partire dagli spunti di riflessione offerti dai programmi di studio. Analizzando ciascuna disciplina è possibile identificare tali spunti. In altre parole è necessario evidenziare nei programmi e nelle lezioni quegli elementi che possono diventare fonte di riflessione e apprendimento perché collegati alla vita quotidiana, all’assunzione di responsabilità, ai comportamenti sani.

Discussione, confronto: la ‘fissazione’ nei comportamenti dei giovani
A fianco del principio dell’esperienza e dell’educazione alla prevenzione fatta a partire dagli spunti offerti dal ciclo di studio, il punto qualificante di una nuova modalità di educazione alla cultura della salute e del comportamento sano è il processo successivo, quello cioè che, attraverso il confronto costruttivo fra alunni, va a ‘fissare’ le riflessioni fatte in classe. Obiettivi, la validazione, l’estensione, l’approfondimento e la verifica degli spunti generati dal processo educativo nei comportamenti dei ragazzi.


Le priorità
Quello che segue è un elenco dei punti fondanti e delle regole generali che una moderna attività di educazione alle regole della prevenzione e mirata al riconoscimento dei comportamenti a rischio, dovrebbe mettere in atto:

– Costruire una diversa cultura della prevenzione integrata nel ciclo di studi e non avulsa dallo svolgimento delle normali attività scolastiche.
– Favorire il rapporto di scambio continuo tra informazione e formazione attraverso la programmazione di percorsi di educazione permanente.
– Facilitare il lavoro del docente predisponendo — come risultato delle attività di laboratorio – percorsi, materiali, strumenti di verifica della ricaduta educativa in materia di prevenzione.
– Creare una rete interscolastica di studenti che elabori progetti di educazione tra alunni favorendo la partecipazione ad attività formative comuni di studenti di scuole diverse.
– Offrire al personale non docente e ai genitori uno spazio di riflessione sui comportamenti adolescenziali, e dei loro rapporti con valori e culture di origini diverse, favorendo una maggior sinergia tra scuola e famiglia sulle problematiche inerenti la prevenzione.
– Presso le Associazioni e i Gruppi che si occupano di prevenzione ed educazione scolastica alla prevenzione dell’AIDS, aprire uno sportello di consulenza pedagogica al servizio di iniziative di sperimentazione didattica sul territorio.

Esperienze e attività delle Associazioni
Il Progetto Scuola della sezione lombarda dell’ANLAIDS è basato sui laboratori scolastici composti da alunni che costituiscono un campione rappresentativo della realtà territoriale; i laboratori elaborano diversi percorsi di lavoro e materiali di varia tipologia quali schede, dispense e ipertesti. Tale documentazione è accompagnata da una ‘guida per l’uso’ ed è utilizzabile da qualunque consiglio di classe voglia sperimentare lo stesso percorso. Nel laboratorio di educazione tra pari gli studenti sono coinvolti in un percorso il cui obiettivo finale prevede che ciascuno studente, tornato nella propria scuola organizzi -con la consulenza e il supporto organizzativo dello staff di progetto e di Anlaids Lombardia e con il sostegno di insegnanti referenti – iniziative di prevenzione per i propri compagni, secondo percorsi suggeriti e monitorati. Tutta la documentazione prodotta è consegnata al Centro di documentazione per l’Educazione alla salute del Provveditorato agli Studi di Milano. A sua volta il Centro raccoglie e mette a disposizione delle scuole la documentazione relativa alle esperienze positive realizzate nell’area milanese.

La LILA Milano realizza numerosi interventi di prevenzione rivolti agli studenti, solitamente consistenti in due-tre incontri per ciascuna Istituzione scolastica, mediamente della durata complessiva di 18 ore. Gli incontri sono diretti in maggioranza alle classi quarte e quinte degli Istituti tecnici, ma anche alle medie inferiori.

La CARITAS Ambrosiana con il concorso delle cooperative del Consorzio Farsi Prossimo in questi anni ha proposto e continua a proporre percorsi educativi mirati alla prevenzione dell’infezione da HIV rivolti a studenti e a insegnanti delle scuole superiori e medie e ai giovani degli oratori, ai loro educatori e genitori del territorio di Milano e della Diocesi.

Da cinque anni Arché porta avanti il progetto di prevenzione PROMETEO. Per i ragazzi di terza media articolato con incontri attivi tra volontari, ragazzi e medici. Quest’anno i ragazzi che usufruiranno del progetto tra Milano e Roma saranno circa 3000.

Anche la Cooperativa Sociale A77 – nata alla fine degli anni Settanta e che ultimamente ha realizzato una profonda trasformazione organizzativa, passando da esperienza quasi esclusivamente di volontariato a organizzazione di privato sociale attraverso la suddivisione in due forme societarie parallele – ha messo in campo alcuni progetti di prevenzione/sensibilizzazione all’Aids e di animazione rivolti alle scuole medie inferiori e superiori, accompagnati da formazione agli insegnanti, a Milano e nell’hinterland.

Il primo obiettivo che i volontari dell’ASA si pongono quando intervengono nelle scuole è di capire se l’informazione sulla dimensione Aids, da tempo disponibile per tutti, ha raggiunto i giovani in modo sufficientemente incisivo. Gli interventi sono della durata di due ore per classe con la presenza di due volontari. La prima ora è dedicata alla sensibilizzazione e prevede la testimonianza di una persona HIV. La seconda ora è dedicata al dibattito. A distanza di un mese gli studenti vengono invitati a svolgere un tema con traccia definita per verificar il senso dell’esperienza.
Tutto ciò alla scopo di:
v Verificare in quale misura l’incontro ha modificato l’approccio al problema.
v Verificare se l’incontro ha aiutato ad elaborare paure e difficoltà
v Acquisire materiale

La peculiarità dell’intervento scolastico proposto dalla Fondazione AIDS AIUTO-AIDS AID, nata nel 1990, è di integrare la presentazione di dati scientifici sul virus (modalità di contagio, diagnosi, terapia) con la riflessione sull’assunzione di comportamenti responsabili orientati al rispetto della persona oltre che della salute fisica propria ed altrui. I destinatari del progetto sono:
– Docenti, in particolare insegnanti di biologia e religione ed educatori/tutor; anche in questo caso viene ritenuta fondamentale la ‘formazione dei formatori’
– Alunni a partire dalla terza media fino all’Università
– Genitori; dalle esperienze già maturate è emerso che i migliori risultati sono stati ottenuti quando è stato possibile coinvolgere i genitori nel percorso educativo, anche per facilitare l’apertura al dialogo sulle delicate tematiche della educazione alla affettività e sessualità, nel pieno rispetto delle priorità della famiglia.
Il progetto è svolto con la partecipazione di specialisti in malattie infettive e psicologi esperti in dinamiche relazionali che incontrano i destinatari. Alcuni strumenti didattici (pubblicazioni, videocassette educative, sito multimediale www.aids.it ) costituiscono il materiale di supporto che può essere utilizzato prima dell’intervento degli specialisti.
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