venerdì, 26 febbraio 2021
Medinews
14 Dicembre 2002

RICERCATORI IN PRIMA LINEA PER BATTERE SUL TEMPO LA MORTE IMPROVVISA

La cosa straordinaria è che per 50.000 di loro la morte improvvisa giunge alla prima manifestazione di cadiopatia ischemica. In Italia sono 13.000 le persone che muoiono improvvisamente.
In molti casi interessa individui ‘apparentemente sani’, in cui un’ostruzione dei vasi sanguigni cardiaci, che non ha dato alcun disturbo apparente o preoccupante, all’improvviso determina la comparsa di una importante alterazione del ritmo cardiaco (fibrillazione ventricolare e arresto cardiaco, ecc.), responsabile di una morte molto rapida.
Poiché queste morti colpiscono persone ‘apparentemente sane’, esse sfuggono ad ogni possibilità di prevenzione. Infatti, come è possibile identificare i soggetti a rischio? Il primo studio scientifico prospettico che affronta questo problema è stato annunicato durante il congresso SIC dal prof. Peter J. Schwartz, Direttore della Cattedra di Cardiologia dell’Università di Pavia.
Lo studio, denominato UNEXPECTED (autonomic tone and reflexes in unexpected cardiac events prediction), includerà 20.000 persone che saranno seguite per tre anni sia con visite mediche sia con l’esecuzione di speciali metodiche capaci di rilevare specifiche alterazioni neuro-vegetative (cioè una disfunzione dei sistemi nervosi che controllano il ritmo cardiaco). Lo studio si basa sull’ipotesi che soggetti con questo tipo di alterazioni nervose siano a rischio elevato di morire improvvisamente al primo attacco cardiaco. La raccolta dati si svolgerà ad Abano Terme, dove si recano per cure termali oltre 160.000 persone all’anno. “Questo studio afferma il prof. Schwartz, che ne è direttore scientifico – è unico nel suo genere e mai realizzato prima. Il costo previsto è di 7 milioni di euro. La ricerca è stata resa possibile grazie al contributo di due industrie leader nel campo farmaceutico e biomedicale, la Pfizer e la Ela medical. Si tratta di un esempio abbastanza unico di collaborazione tra l’industria e la ricerca scientifica: i risultati dello studio, di estremo interesse scientifico e sanitario, sono infatti totalmente slegati da un interesse di marketing delle aziende”.
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