martedì, 24 novembre 2020
Medinews
14 Dicembre 2002

GLOSSARIO

Le malattie cardiache

Sindrome coronarica acuta: il termine si riferisce alla costellazione di sintomi che sono rapportabili all’ischemia del miocardio causata dall’ostruzione trombotica di un vaso coronarico. Il termine raggruppa l’angina instabile e l’infarto miocardico, condizioni pericolose per la vita che richiedono un trattamento immediato.

Malattia coronarica: designa le coronarie colpite da un processo patologico, in genere l’aterosclerosi: in genere, precede di molto lo sviluppo di una alterazione della funzione cardiaca.

Cardiopatia ischemica, coronarica ed aterosclerotica: sono sinonimi che indicano la patologia del cuore dovuta all’ischemia del miocardio.

Angina pectoris: sintomatologia dolorosa che si manifesta con una sensazione di disagio nel petto e nell’area circostante, dovuta a un insufficiente afflusso di sangue al cuore. Originariamente, questo termine veniva utilizzato soltanto per descrivere un sintomo; oggi, il suo nesso con l’ischemia del miocardio (la sofferenza del muscolo cardiaco dovuta a un insufficiente apporto di sangue) resta una componente essenziale della definizione. Le cause sono numerose, ma l’aterosclerosi coronarica è la più frequente.

Infarto indica la necrosi di parte del muscolo cardiaco dovuta alla mancanza protratta del flusso di sangue al tessuto.

Le cause

Aterosclerosi: la causa predominante delle cardiopatie consiste in una alterazione della parete delle arterie che conduce all’ostruzione del vaso sanguigno a seguito di un accumulo di grassi, carboidrati complessi, sangue e suoi derivati, tessuto fibroso e depositi di calcio. Un vaso completamente ostruito può arrivare a causare un evento ischemico (mancanza di flusso sanguigno ad un tessuto). Se l’ischemia si verifica a livello del muscolo cardiaco, si incorre in un infarto miocardico.

Atero-trombosi: in presenza di alterazioni prodotte nel tempo sulla parete interna dei vasi coronarici dalla malattia aterosclerotica (placca), può formarsi bruscamente un coagulo di sangue più o meno grosso ed esteso – quello che si definisce trombo – che finisce con l’occludere completamente il vaso ed arrestare il flusso. L’arresto prolungato del flusso, causato dal trombo occludente, finisce col provocare la morte delle cellule situate nel territorio di distribuzione del ramo vascolare occluso. E’ questo il fenomeno alla base di patologie quali l’infarto miocardico e l’ictus cerebrale.

Trombosi coronarica: indica un’occlusione dovuta alla formazione di un coagulo di sangue (trombo) all’interno dei vasi coronarici, che può o meno condurre all’infarto. Il trombo in genere si forma in corrispondenza di una placca aterosclerotica che già ostruisce il flusso, quando la medesima placca si rompe o si ulcera in superficie, esponendo il suo contenuto e provocando così la reazione delle piastrine, che si aggregano costituendo il trombo. Se il trombo cresce tanto da bloccare il flusso sanguigno o si stacca e va a intasare un vaso più piccolo, ne deriva una mancanza di ossigeno e un danno al tessuto. E’ questo il meccanismo dell’infarto cardiaco, dell’ictus e della morte vascolare.

Ischemia: insufficiente flusso sanguigno a un organo dovuto a ostruzione dei vasi (per restringimento aterosclerotico, trombosi, spasmo, ecc). In caso di infarto o ictus, la riduzione o cessazione del flusso e dell’apporto di ossigeno è dovuto alla formazione di un coagulo (trombo). Se l’ischemia è severa o prolungata, il tessuto privo di ossigeno puo andare incontro a necrosi (danno
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