mercoledì, 25 novembre 2020
Medinews
14 Dicembre 2002

CLOPIDOGREL E ANGIOPLASTICA – LO STUDIO CREDO

La terapia va protratta per un anno per ottenere una riduzione del 27% del rischio di morte, infarto miocardico ed ictus (p=0,02) rispetto alla terapia con solo ASA: è questo il nuovo elemento emerso dal CREDO (Clopidogrel for Reduction of Events During Observation), lo studio presentato a novembre 2002 durante le sessioni scientifiche dell’American Heart Association.

Condotto in 99 centri tra Stati Uniti e Canada, il trial ha randomizzato 2116 pazienti a ricevere una terapia standard includente aspirina e placebo, o la stessa terapia con aggiunta di clopidogrel (75 mg per 1 anno). In alcuni sottogruppi di pazienti pretrattati con dose di carico di clopidogrel (300 mg da 3 a 24 ore prima dell’angioplastica), già a 4 settimane si è ottenuta una riduzione pari al 18,5 % (p = 0,23) del rischio relativo di morte, infarto miocardico o rivascolarizzazione d’urgenza dell’arteria interessata dalla procedura. Il beneficio ha raggiunto il 39% (p=0,05) quando la dose di carico è stata somministrata almeno 6 ore prima dell’intervento.
A lungo termine, hanno presentato un evento avverso l’11.5% dei pazienti che ricevevano solo ASA ma solo l’8.5% di quelli che prendevano anche il clopidogrel (rischio relativo –27%). Questo beneficio è stato ritrovato in tutti i sottogruppi di pazienti analizzati, indipendentemente dal pretrattamento.
Il rischio di emorragie durante un anno di terapia con clopidogrel e aspirina appare non dissimile da quello osservato con l’aspirina da sola, con un leggero trend per le emorragie maggiori (8,8 % per clopidogrel con ASA contro il 6,7 % per placebo con ASA, p = 0,07). Non è stata rilevata alcuna emorragia fatale o intra-cranica.
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