domenica, 7 agosto 2022
Medinews
14 Dicembre 2002

A ROMA LA RETE DEL CUORE

Ne è esempio l’iniziativa “Rete Roma, Città del Cuore”, promossa dal Comune di Roma in collaborazione con ACEA, per la dimissione protetta e il monitoraggio domiciliare dei pazienti con insufficienza cardiaca. L’iniziativa, presentata domenica 16 Dicembre durante I lavori congressuali, coinvolge varie strutture universitarie ed ospedaliere: “La Sapienza”, “Tor Vergata”, il S. Filippo Neri e il S.Giovanni Addolorata. “Grazie a cinque postazioni di ricezione di elettrocardiogramma, pressione arteriosa, ossigenazione ematica e peso corporeo, i pazienti sono in collegamento diretto con il centro di riferimento” – commenta il Prof. Francesco Feele, direttore del Dipartimento di Cardiologia del Policlinico Umberto I, e coordinatore del progetto- “ Questi dati permettono di seguire l’andamento clinico, ottimizzare il dosaggio dei farmaci e anche di intervenire prontamente nei casi di necessità.” Il posizionamento di una webcam a casa del paziente permette anche il controllo visivo a distanza. Scopo finale del progetto, oltre a ridurre i giorni di degenza ospedaliera, è quello di fornire un’assistenza di alta qualità e migliorare la qualità di vita del paziente e dei suoi familiari garantendo la continuità terapeutica e la specializzazione degli interventi.

“La telemedicina può favorire non solo attività cliniche come l’assistenza domiciliare ma anche attività di ricerca, di supporto operativo agli utenti, di supporto al management e di formazione” aggiunge il prof. Fedele. “I sistemi di telemonitoraggio, telesoccorso e teleconsulto, teleassistenza si basano sul concetto del paziente come centro dell’universo sanità, e riescono a creare un ospedale virtuale in cui in ogni momento è possibile affrontare condizioni di emergenza-urgenza cardiovascolare, controllare delicate situazioni cliniche e avere a disposizione le competenze di diversi specialisti unitamente al coinvolgimento attivo del medico di famiglia e/o del medico di medicina generale.” Ne sono esempio il telesoccorso per pazienti con sospetta sindrome coronarica acuta; al teleconsulto e telecontrollo domiciliare di pazienti con varie patologie, ad esempio portatori di pacemaker, sottoposti a intervento cardiochirurgico, anziani con problemi di aritmie, pazienti con scompenso cardiaco.

E-learning. Le metodologie informatiche capaci di far condividere informazioni e virtualmente “fare incontrare” e confrontare su di una stessa problematica, professionisti di diversa estrazione e specialità sono di per sé anche uno strumento di formazione. Una metodologia di insegnamento a distanza via internet “e-learning” rappresenta una novità nel campo della formazione e può rivoluzionare l’impatto didattico in termini di gradimento, efficacia e validità. Presso il Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” è stato realizzato un corso pilota in collaborazione con il Centro Studi Cuore e con Teleskill spa. La sperimentazione di questi programmi è stata presentata a Bruxelles in luglio, e queste tecnologie saranno utilizzate per il master in cardiologia per immagini dell’università La sapienza di Roma diretto dal prof Gaudio. L’aspetto unico di questo corso è la necessità di una firma digitale (smart card) per registrare il lavoro del singolo studente con la certezza sull’identità dello studente. Frutto di tecnologie avanzate, questo approccio permette al docente di seguire passo per passo il percorso formativo, tutte le tappe di apprendimento dello studente, i punti di difficoltà, se ci sono state delle carenze nella presentazione da parte del docente, quindi ha una ricaduta in termini sia formativi che pedagogici.
Il corso erogato per via elettronica ha ottenuto un’elevata percentuale di gradimento e si è dimostrato estremamente efficace come documentato dal confronto con le metodiche didattiche tradizionali. Dal momento che la metodologia sviluppata, estremamente semplice, estende la sua applicabilità a tutti gli ambiti della formazione, si può prevedere la sua estensione non solo agli operatori sanitari ma anche ai pazienti stessi e ai loro parenti. Infatti, il web può essere utilizzato sia per trasmettere dati clinici, sia contenuti volti ad educare il paziente non solo all’utilizzo degli strumenti informatici a sua disposizione, ma anche ad un miglior autocontrollo delle proprie condizioni cliniche e ad una ottimale collaborazione con il medico curante e lo specialista di riferimento.
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