venerdì, 26 febbraio 2021
Medinews
17 Maggio 2002

LA MEDICINA NUCLEARE

Come specialità medica si è poi sviluppata negli anni ’60, attraverso l’utilizzo di radiazioni simili a quelle impiegate in Radiologia, ma emesse dai Nuclei di sostanze debolmente radioattive, da cui il termine “nucleare”. Tali atomi vengono legati a sostanze chimiche, analoghe a quelle fisiologicamente presenti nell’organismo umano, ottenendosi i radiofarmaci. Questi dopo la loro somministrazione, permettono di seguire, direttamente nell’essere vivente, i meccanismi biochimico-metabolici alla base delle funzioni vitali.
Al contrario delle immagini radiologiche, che vengono ottenute sfruttando l’attenuazione del fascio di raggi “x” da parte dei tessuti interposti tra l’apparecchiatura che le ha prodotte e il sistema di rilevazione, le immagini medico-nucleari vengono ottenute per mezzo della rilevazione di radiazioni emesse da radiofarmaci distribuiti nell’organismo. È quindi il paziente che emette le radiazioni (“gamma” o “x”), registrate da apposite apparecchiature in grado di ricreare una “fotografia” dell’organo che si vuole esaminare. Dal termine “scintillazione”, che definisce il fenomeno fisico sfruttato da queste apparecchiature per trasformare in energia elettrica l’energia quantica dei fotoni “gamma” o “x”, le immagini da esse fornite vengono dette “scintigrafie”.
La immagini scintigrafiche esprimono la distribuzione spaziale o spazio-temporale del radiofarmaco. Spesso le informazioni ricavate sono esprimibili anche in forma di parametri numerici, permettendo di ottenere dati di ordine semiquantitativo o quantitativo. La peculiarità di queste immagini è, quindi, di essere “funzionali”, cioè l’espressione morfologica di una funzione vitale. Perché, infatti, una sostanza radioattiva possa concentrarsi in un tessuto qualsiasi dell’organismo è necessario che il tessuto stesso sia vivo e funzionante.
Rispetto alle altre metodiche di “imaging” (Radiologia, ECO e RMN), le immagini medico-nucleari sono caratterizzate, in genere, da un dettaglio morfologico nettamente inferiore, ma sono molto più ricche di informazioni funzionali.
Le applicazioni di imaging morfo-funzionale, comunemente chiamate scintigrafie, presentano un campo di applicazione potenzialmente vastissimo in quanto, utilizzando il radiofarmaco adatto, possono essere studiate numerose funzioni fisiologiche e le loro eventuali alterazioni. L’imaging scintigrafico si contraddistingue, rispetto alle altre metodiche, per la capacità di mettere in evidenza una compromissione funzionale anche prima che siano riconoscibili alterazioni anatomiche.
La Medicina Nucleare è attualmente in grado di eseguire tutte le principali indagini scintigrafiche per la diagnosi e la terapia di numerose patologie, in campo neurologico ma anche oncologico, cardiologico, ortopedico, endocrinologico, nefro-urologico, gastroenterologico e pneumologico. Inoltre, vengono effettuate terapie con radioiodio per patologie benigne della tiroide (ipertiroidismi).
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