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16 Maggio 2002

COS’E’ L’ARTRITE REUMATOIDE

La causa, non ancora nota, è probabilmente multifattoriale, inclusa una possibile predisposizione genetica che comporterebbe una risposta immunitaria alterata ad agenti ambientali esogeni come un batterio, un virus o una tossina. Il corpo elimina questo antigene mediante una reazione immunitaria, producendo anticorpi. Tali anticorpi, però, non vanno solo contro l’antigene, ma anche contro parti del nostro corpo che hanno ‘forma’ simile a quell’antigene (mimetismo molecolare). In questo modo vengono coinvolti i linfociti T, la cui attivazione determina poi la secrezione a cascata di sostanze infiammatorie (citochine: interleuchine, TNF o Tumor Necrosis Factor e altre). In particolare il fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-a) e le interleuchine 1 e 6 (IL-1 e IL-6) partecipano allo scatenamento e all’amplificazione del processo infiammatorio artritico. Per effetto di questo processo vengono richiamati nei luoghi dell’infiammazione, nella membrana sinoviale e nelle articolazioni un’infinità di linfociti T e polimorfonucleati macrofagi, che a loro volta producono nuove citochine.
Il bersaglio di questa reazione a catena sono i tessuti articolari, a cominciare dalla sinovia, le strutture articolari (borse, legamenti etc.) e poi l’osso stesso che vengono poco a poco erosi, più o meno rapidamente a seconda dell’andamento della malattia e della sua aggressività. Generalmente la sinovite comporta erosioni della cartilagine articolare e dell’osso marginale, con conseguente distruzione dell’articolazione.
Nelle articolazioni coinvolte dall’artrite reumatoide, la cartilagine e l’osso vengono aggrediti in svariati punti, le erosioni diventano numerose e si aggravano compromettendo la struttura dell’articolazione. Questo conduce il paziente ad un grave stato di invalidità a causa della comparsa di deficit funzionali, totali o parziali.
Secondo i dati clinici, nell’arco dei primi tre anni di malattia il 70% dei pazienti presenta lesioni delle articolazioni evidenti anche alla radiografia e la metà di questi ha sviluppato erosioni e riduzione dello spazio all’interno dell’articolazione già nel primo anno. Dopo il sesto anno, però, le lesioni progrediscono molto più lentamente. Sono comuni le manifestazioni extraarticolari, la maggior parte delle quali legate alla sierosite, alla formazione di granulomi oppure a fenomeni vasculitici.
L’ AR coinvolge diverse articolazioni e non provoca solamente gonfiore, rigidità, dolore e parziale dislocazione dei giunti, ma anche anemia, fatica, perdita di peso, febbre e invalidità.
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