mercoledì, 14 aprile 2021
Medinews
15 Maggio 2002

I CARDIOLOGI E LA RETE INTERNET

In ambito cardiologico l’avvento delle nuove tecnologie informatiche per la comunicazione e la telemedicina ha trovato un campo di applicazione fertile. Nel corso degli ultimi dieci anni il livello di conoscenza della rete e il suo utilizzo sono aumentati progressivamente. Attualmente il sito di orientamento èwww.escardio.org(ESC), che rappresenta sul web la Società dei cardiologi europei. Un sito, come spiega Claudio Ceconi, membro di ESC, “pensato da cardiologi e che fa dell’indipendenza dei contenuti la sua caratteristica principale”. Ma la familiarità con l’‘information retrieval’, concetto ed espressione genericamente traducibili come l’insieme delle tecniche per il recupero delle informazioni (ricerca semplice con parole chiave su Medline www4.ncbi.nlm.nih.gov/PubMed/; ricerca di siti tramite Medscape), consente oggi alla maggior parte dei cardiologi di utilizzare lo strumento informatico sia come indispensabile supporto all’attività quotidiana che per l’aggiornamento .
I servizi telematici agevolano anche il rapporto con il medico di medicina generale, come testimoniano i progetti di screening dei pazienti con sospetta cardiopatia, il monitoraggio di quelli con diagnosi accertata e l’ottimizzazione delle successive strategie diagnostico-terapeutiche. In una zona di montagna disagiata è attivo un sistema di sicurezza cardiovascolare, coordinato da 1000 medici generali, 50 cardiologi e 20 tecnici sanitari. In due anni di attività il sistema ha ricevuto 30.000 chiamate con un’accuratezza diagnostica sorprendente: nel 70% dei casi non è stato necessario intraprendere alcuna azione aggiuntiva, oltre a quella dell’ECG e del teleconsulto. L’analisi complessiva dei dati ha rilevato un abbattimento in media del 55% dei costi per indagini suppletive ed accessi al pronto soccorso. La tecnologia delle comunicazioni va quindi a segno, consentendo di condividere a distanza file relativi a esami radiologici, elettrocardiogrammi, dando quindi la possibilità ai cardiologi di avere un parere in tempo reale su una diagnosi e su un percorso terapeutico da parte di colleghi che lavorano in altre sedi.
I contatti tra istituzioni sanitarie disperse geograficamente potranno sempre più avvenire anche condividendo, in sincrono/asincrono, informazione clinica in formato digitale. Questo consentirà, in potenza, la crescita di reti collaborative territoriali o tematiche, grazie alle quali expertise clinico non concentrato in un unica istituzione potrà essere messo a disposizione di pazienti distanti. Certo tutto questo richiederà grande attenzione da parte dei clinici, il cui compito è di governare questa evoluzione e fare in modo che serva al miglioramento della qualità di cura e della qualità di vita del paziente
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