sabato, 5 dicembre 2020
Medinews
15 Maggio 2002

UN CUORE AL TITANIO

AbioCor, il nuovo cuore al titanio alimentato da una batteria esterna, è stato realizzato dalla Abiomed di Danvers (Massachusetts), in 30 anni di ricerche. L’apparecchio è molto più piccolo degli altri cuori artificiali in commercio ed è perciò utilizzabile anche nei bambini; può essere facilmente rimosso e non necessita di terapia anticoagulante, il che lo rende utilizzabile sia nelle donne in gravidanza, sia in quei pazienti che non sopportano le terapie anticoagulanti.
Il sistema viene impiantato con un’operazione chirurgica della durata di due ore, è dotato di un’unica parte mobile, idrodinamicamente sospesa, che direziona il flusso sanguigno; non richiedendo sostegni, valvole e tubi non danneggia il sangue.
Il dispositivo è gestito da un alimentatore esterno delle dimensioni di una videocassetta VCR, che riceve energia da una batteria esterna e la invia ad una bobina di trasferimento, a sua volta collegata ad una bobina interna, che trasmette impulsi elettrici ad un sistema impiantato chirurgicamente, ossia un’unità toracica dotata di due camere di pompaggio (ventricoli). Fra le due camere si situa una pompa ed una membrana flessibile che ne percuote le pareti con getti di liquido, comprimendoli in rapida successione e sospingendo così il sangue nelle arterie collegate. A riposo, il dispositivo pompa lo stesso quantitativo di sangue del cuore normale, circa 5 litri al minuto, ma quando un incremento dell’attività muscolare accresce la pressione nei ventricoli, il dispositivo accelera di conseguenza (fino ad una capacità di 10 litri al minuto) anche se, contrariamente al cuore naturale, ha dei limiti e non tenta di adattarsi alle esigenze estreme. Nel paziente è anche impiantata un’unità di controllo, che regola il ritmo cardiaco a seconda delle esigenze dell’organismo, ed una batteria di “back-up” che fornisce 30 minuti di elettricità, mentre si provvede alla sostituzione della batteria esterna. Per ricaricare la batteria, il paziente deve semplicemente inserirla in una presa d’alimentazione.
I vantaggi del nuovo sistema sono: la disponibilità su richiesta e l’assenza di rischio di rigetto, contrariamente agli organi provenienti dai donatori; un miglioramento permanente delle condizioni del paziente, senza rischio di infezioni; la maneggevolezza; la presenza di valvole silenziose; camere di pompaggio scorrevoli, per non causare trombi; la capacità di adeguarsi alle esigenze dell’organismo; componenti fondamentali longeve (cinque anni).
Gli svantaggi sono: il ricorso ad un intervento a cuore aperto; la necessità di praticare una serie di incisioni per installare varie componenti; l’obbligo di un follow-up costante; la necessità di sostituire le batterie ogni 4 ore circa e, quindi, la presenza di un monitor esterno.
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